Ravenna, Cgil: "collasso scuola pubblica indebitata fino al collo"

Ravenna, Cgil: "collasso scuola pubblica indebitata fino al collo"

Ravenna, Cgil: "collasso scuola pubblica indebitata fino al collo"

RAVENNA - La scuola pubblica è al collasso. L'allarme viene lanciato da Monica Ottaviani, segretaria generale della FLC CGIL di Ravenna: "È ora di finirla con la mistificazione dei fatti. Le scuole statali della provincia di Ravenna sono indebitate fino al collo e vantano nei confronti dello Stato, alla data del 31 dicembre 2009, crediti che si aggirano attorno agli 8 milioni di euro (80 milioni di euro è la cifra stimata nella Regione Emilia Romagna).Se quelle scuole fossero aziende private, avrebbero già mandato i libri in tribunale".

 

"La verità è scritta negli atti di bilancio delle scuole e persino in quelli del MIUR, che in una nota riconosce l'esistenza di una sofferenza finanziaria delle scuole. Sostenere il contrario, come qualcuno fa, significa nascondere la verità ai cittadini. Significa nascondere che la scuola pubblica è al collasso. Significa non avere a cuore il bene della scuola. La scuola pubblica statale non è né di destra né di sinistra. La scuola pubblica statale è un bene comune è il nostro gioiello di famiglia. Tutti dovrebbero essere consapevoli, anche coloro i quali sostengono l'idea del governo di smantellamento del sistema pubblico d'istruzione, che privare la scuola delle risorse necessarie, lede il diritto allo studio di tutti ed impedisce alle future generazioni di avere una speranza".

 

"Gli istituti superiori sono i più esposti finanziariamente; seguono gli istituti comprensivi e le direzioni didattiche. Si tratta di crediti che in molti casi decorrono dal 2006 a tutto il 2009 e si riferiscono al mancato pagamento delle supplenze, dei fornitori, degli appalti, delle ore eccedenti l'orario d'obbligo già effettuate e mai retribuite, delle spese per il funzionamento didattico organizzativo. In merito a quest'ultima voce, occorre segnalare che, ad anno scolastico ormai concluso, alle scuole non è pervenuto un solo euro. Le scuole sono quindi costrette a fare debiti oppure ad utilizzare i "contributi volontari" richiesti alle famiglie per il miglioramento dell'offerta formativa per pagare i supplenti, le ore aggiuntive e ogni altra necessaria destinazione d'uso".

 

 

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