Ravenna, chiude lo stabilimento della Nuova Pansac

Ravenna, chiude lo stabilimento della Nuova Pansac

Ravenna, chiude lo stabilimento della Nuova Pansac

RAVENNA - Lo stabilimento della Nuova Pansac a Ravenna sembra destinato alla chiusura. E' quanto emerge dal vertice tra azienda e sindacati che si è tenuto a Roma. Sulle 8 sedi totali, per 5 siti di Nuova Pansac non ci sarebbero condizioni sostenibili di produttività, tra questi anche Ravenna che però paradossalmente non ha fatto cassa integrazione ordinaria nell'ultimo anno ed è stato sempre valutato dalla direzione di Ravenna uno stabilimento che si sosteneva da solo.

 

Nella riunione che si è svolta il 4 maggio a Roma al ministero dello Sviluppo Economico, il nuovo amministratore delegato Fabio Gandolfi insieme con Lorenzo Pietromarchi per l' Advaisor Alix Patners hanno incontrato le Federazioni Nazionali e Territoriali di FEMCA-CISL, FILCEM-CGIL, UILCEM-UIL, la Rsu e le istituzioni per la presentazione del piano industriale e finanziario di risanamento del gruppo Nuova Pansac.

 

Nell'incontro è stato presentato un piano di risanamento basato su tagli di personale (440 esuberi dichiarati ad oggi) e riduzioni del 50% dei volumi produttivi nei prossimi 2 anni e mezzo da metà 2010 alla fine del 2012. "Questa strategia sembra basata su un mero ragionamento matematico (meno lavoratori, meno costi fissi) piuttosto che su un piano studiato sito per sito, nel quale, come abbiamo responsabilmente dichiarato al MiSE negli ultimi 5 mesi di trattativa, siamo disponibili a fare sacrifici ma a patto di salvaguardare la sopravvivenza in un'ottica di salvataggio della totalità produttiva di Nuova Pansac", dice una nota di FEMCA-CISL, FILCEM-CGIL, UILCEM-UIL, Rsu Nuova Pansac.

 

Inoltre il nuovo A.D. Fabio Gandolfi ha dichiarato al tavolo ministeriale che su 5 realtà produttive e 3 amministrative che ci sono in Nuova Pansac oggi, solo tre sono nelle condizioni di produrre (Mira, Marghera e Zingonia) attuando in tal modo un piano conservativo delle produzioni, in sintesi centralizzandole in queste tre realtà.

 

"Il piano presentato sembra invece aderire ad un'idea che si possa semplicemente costituire una good company, tagliando la parte non produttiva della Nuova Pansac. Le organizzazioni sindacali, la Rsu unitamente a tutti i lavoratori della Nuova Pansac non accettano questo piano industriale e intimano alla società di non intraprendere nessuna iniziativa unilaterale in tal senso", sempre i sindacati. Il 6 maggio, sono state proclamate due ore di assemblea in sciopero in concomitanza dell'incontro che il CDA avrà con il ceto creditorio.


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