Ravenna, ci risiamo: il carcere è di nuovo sovraffollato

Ravenna, ci risiamo: il carcere è di nuovo sovraffollato

Ravenna, ci risiamo: il carcere è di nuovo sovraffollato

RAVENNA - Sovraffollamento del carcere di Ravenna, ci risiamo. A sottolineare ancora una volta il problema è Deborah Bruschi, Segretario Responsabile Funzioni Centrali della Cgil. "E' un innegabile rapporto di causa-effetto: senza fondi - dice Bruschi - le strutture sono fatiscenti, se non ci sono più spazi i detenuti verranno ammassati ovunque e di conseguenza anche i controlli e la sicurezza saranno carenti. E l'organico della Polizia Penitenziaria è ancora carente".

 

"Le problematiche in cui si dibatte la gran parte del sistema carcerario italiano sono note da tempo all'opinione pubblica e, in generale, si è ravvisata costantemente l'attenzione delle amministrazioni e della politica alle condizioni dei detenuti e al loro trattamento".


"La stessa attenzione, almeno a Ravenna - continua Bruschi - è stata dedicata alle condizioni dei poliziotti penitenziari, dei dipendenti civili e della relativa dirigenza, da cui dipende in via prioritaria e conseguente la detenzione dei carcerati, in un innegabile rapporto di causa-effetto: se non ci sono fondi, è giocoforza che le strutture siano fatiscenti ed igienicamente insalubri per tutti; se non ci sono più spazi, è immediato che si decida che i detenuti vengano ammassati ovunque; se non c'è personale, è ovvio che i controlli e la sicurezza siano carenti. E se gli organi direttivi di tali strutture non sono all'altezza del compito loro assegnato, il ruolo del sindacato è sicuramente quello di segnalare tale deficit, ruolo che questa organizzazione sindacale ha in via prioritaria ed esclusiva esercitato nella difesa della dignità dei lavoratori e detenuti del carcere di Ravenna".


"In questa nostra battaglia abbiamo condiviso le nostre idee con il sindaco, Fabrizio Matteucci e vari esponenti politici locali. Il loro contributo ha permesso di raggiungere l'attuale risultato: una struttura carceraria che rimane ancora vecchia e fatiscente ma che è stata ripulita e riverniciata e in cui, ci si augura entro l'anno, sarà possibile apportare qualche miglioria strutturale. La querela quindi per diffamazione della ex-direttrice del carcere al sindaco risulta a nostro avviso immotivata ed infondata. A questo proposito, cogliamo l'occasione per esprimere la nostra completa e totale solidarietà al primo cittadino che ha svolto con competenza e determinazione il proprio ruolo di tutela e difesa dei cittadini e della città."


"Purtroppo però - conclude Deborah Bruschi - ancora l'organico della polizia penitenziaria non è aumentato numericamente e inoltre non si è potuto  procedere ai trasferimenti necessari a mantenere il numero dei detenuti nella soglia delle 100 unità. Ancora una volta dobbiamo quindi puntare il dito verso la Direzione Regionale e  quella Centrale che, dopo alcuni mesi in cui hanno garantito alla struttura carceraria della nostra città una relativa sostenibile gestione, ritornano nuovamente a sovraffollare l'istituto".

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