RAVENNA - Commercio e farmacie private, i lavoratori incrociano le braccia

RAVENNA - Commercio e farmacie private, i lavoratori incrociano le braccia

Commercianti e farmacisti incrociano le braccia. Le categorie nazionali hanno infatti proclamato per venerdì 21 marzo una giornata di sciopero che interesserà, per l’intero turno di lavoro, i lavoratori impegnati nei settori della distribuzione e dei servizi, della distribuzione cooperativa e del terziario, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto, scaduto da 14 mesi. Per lo stesso motivo sciopereranno anche i lavoratori delle farmacie private.


Lo sciopero a Ravenna


I tre sindacati daranno vita a Ravenna, dalle 9 alle 10,30 di venerdì, a un presidio con volantinaggio alla rotonda Lussemburgo che collega viale Randi a viale Pertini e viale Alberti. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono il rinnovo del contratto nazionale di categoria che è scaduto da oltre 14 mesi. Le trattative sono attualmente in corso. Infatti, in seguito agli scioperi effettuati nei mesi di novembre e dicembre, Confcommercio ha chiesto di riprendere il confronto per il rinnovo del contratto. Però la trattativa è ripartita male, poiché sono state presentate ai sindacati delle controproposte fortemente peggiorative. Contemporaneamente, la trattativa sugli altri tavoli di confronto, con Confesercenti e distribuzione cooperativa, si è arenata.


Sul salario, i datori di lavoro offrono un aumento di 55 euro, a regime nel biennio, contro i 78 euro richiesti dalle organizzazioni dei lavoratori. “La richiesta di un aumento di 78 euro risale ad un anno e mezzo fa - spiegano i segretari provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs, rispettivamente Maura Masotti, Antonio Cinosi e Claudia Lugaresi – e non riteniamo che ci siano grossi margini di trattativa, tenendo anche conto della progressiva perdita di potere d’acquisto dei salari registrata in questi ultimi mesi. Come sindacati, riteniamo inoltre che la questione della flessibilità non debba essere affidata esclusivamente alle trattative del tavolo nazionale, ma debba essere materia anche della contrattazione di secondo livello. I datori di lavoro chiedono di aumentare le possibilità di utilizzo dei contratti a termine, ma per noi è invece fondamentale introdurre meccanismi che portino ad una maggiore stabilizzazione dei lavoratori e a un giusto riconoscimento economico. Sono altresì inaccettabili le proposte che vengono avanzate in materia di orari di lavoro e di godimento dei giorni di riposo”.

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Sempre per la giornata del 21 marzo è stato proclamato lo sciopero dei lavoratori (oltre duecento nella provincia di Ravenna) delle farmacie private. Il contratto nazionale di settore è scaduto da oltre 2 anni e da Federfarma stanno giungendo richieste a livello nazionale per aumentare ulteriormente la flessibilità del personale. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs ribadiscono la necessità di prevedere anche per questo settore una contrattazione anche di secondo livello, che in questo caso è di competenza delle Regioni. “I datori di lavoro del settore – spiegano i sindacati – hanno offerto un aumento salariale, su base quadriennale, la cui riparametrazione sui vari livelli porterebbe ad un incremento economico decisamente inferiore a quelli ottenuti in questi anni da altre categorie. E’ per noi questa un’ipotesi inaccettabile e fortemente peggiorativa per tutti i lavoratori e le lavoratrici delle farmacie private”.


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