Ravenna, Comune nega a famiglia un alloggio popolare. L'intervento di Ancisi (LpR)

Ravenna, Comune nega a famiglia un alloggio popolare. L'intervento di Ancisi (LpR)

RAVENNA - "La vicenda della famiglia Caraccioli, che ha protestato vivacemente davanti all'ufficio del sindaco perché le è stato negato un alloggio popolare, non è stata affrontata correttamente dal sindaco stesso, al punto che è stata data ai lettori della stampa locale un'informazione sbagliata. Non entro nel merito delle ragioni della famiglia Caraccioli, che sta agli uffici del Comune e del Consorzio per i servizi sociali valutare, ma contesto le motivazioni espresse testualmente dal sindaco: "non è stato possibile rispondere alle loro esigenze poiché non risiedono nel nostro comune da 2 anni. Questa famiglia risulta stabilmente insediata a Ravenna dal 7 novembre 2008. Il Comune non intende derogare alle norme"."

 

Lo ha dichiarato Alvaro Ancisi, capogruppo in Consiglio Comunale di "Lista per Ravenna".

 

"Il sindaco non conosce le norme del proprio stesso Comune - dettate tra l'altro dalla legge regionale - che richiedono sì 2 anni di residenza a Ravenna per l'inserimento nelle graduatorie utili alla assegnazione delle case popolari, ma consente di assegnare temporaneamente, fino a 2 anni rinnovabili, alloggi per un massimo del 20 % di quelli disponibili a famiglie in condizione di "emergenza abitativa", anche se non sono in graduatoria, anche se sono a Ravenna da pochi mesi. Questa riserva di alloggi - precisa Ancisi - è largamente utilizzata, per famiglie anche straniere, al punto che, in conseguenza della crisi economica che colpisce gravemente molti nuclei, il limite del 20% risulta ampiamente superato. L'alloggio provvisorio diventa poi definitivo, non appena le famiglie assegnatarie entrino in graduatoria".

 

"I criteri per rientrare nell' "emergenza abitativa" sono stati approvati dalla Giunta comunale con la deliberazione n. 117795/591 del 16/12/2008. La famiglia Caraccioli vi rientra largamente, perché ha in corso uno sfratto esecutivo (il primo criterio in ordine d'importanza) e perché, oltre ai coniugi, comprende 2 figli minorenni (che è la terza condizione tra le priorità). Non escludo che possano esserci altre motivazioni per negare ai Caraccioli un alloggio di emergenza. Le si espongano quali sono, se è possibile, ma il sindaco eviti di darne una non veritiera, oltretutto cogliendo l'ennesima occasione per gonfiarsi il petto con la stella da sceriffo, proclamando l'inflessibilità - in realtà molto a corrente alternata - con cui la sua amministrazione imporrebbe il rispetto delle norme" conclude il Consigliere.

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