Ravenna, Consorzio. Ancisi (Lpr): "Atti e non parole"

Ravenna, Consorzio. Ancisi (Lpr): "Atti e non parole"

Rispetto al gravissimo ammanco emerso nella liquidazione del Consorzio per i servizi sociali, la disponibilità del sindaco, a seguito anche della richiesta di Lista per Ravenna, di riferirne domani in consiglio comunale è apprezzabile, ma non sufficiente. Il consiglio comunale non può limitarsi ad un dibattito verbale, se non parolaio, inevitabilmente confinato nei luoghi comuni dell'antitesi maggioranza/opposizione. Il primo atto da compiere è dettato dall'art. 44 del Testo Unico di legge sugli enti locali, in base a cui l'art. 99 del regolamento del consiglio comunale afferma che: "Su proposta del Presidente, su richiesta di almeno un quarto dei consiglieri comunali in carica od a seguito di segnalazione di gravi irregolarità effettuata dall'organo di revisione economico finanziaria..., il Consiglio comunale può costituire, nel suo interno, commissioni speciali d'indagine sull'attività dell'amministrazione". Non mi soffermo, tanto è eclatante, sul fatto che il ricorso a tale facoltà sia non solo irrinunciabile ed urgente, ma dovere e interesse dell'intero Consiglio comunale, senza distinzione di parte: ragion per cui, prima ancora che sia l'opposizione, avendone i numeri, a richiederlo, dovrebbe essere il presidente del Consiglio ad avanzarne la proposta, raccogliendo domani il consenso di tutti i gruppi consiliari. Inutile parlare di trasparenza, di accertamento della verità, ecc., se non si adotta lo strumento di garanzia idoneo e deputato allo scopo.


Pur consapevole del carico di lavoro e di responsabilità, dichiaro fin d'ora di mettere a disposizione la mia esperienza, anche per l'opportunità di avvalersi all'occorrenza della consulenza tecnica dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) di cui sono vice-presidente, ad assumere, se maggioranza ed opposizione convengono, l'incarico (non retribuito) di presidente della commissione, essendo peraltro nello spirito della legge che la presidenza delle commissioni di controllo sia affidata ad un consigliere dell'opposizione. Allo scopo, espongo un primo sintetico programma delle linee di lavoro, che varrà comunque ad orientare la personale attività di controllo assegnatami dalla legge:

  1. acquisizione e valutazione dello schema di conto consuntivo 2009 del Consorzio, tuttora non conosciuto, e del relativo parere del collegio dei revisori;
  2. acquisizione delle fatture emesse per servizi erogati al Consorzio, in genere dalle cooperative convenzionate, che costituirebbero debiti fuori bilancio, allo scopo di valutarne, una per una, le ragioni e le cause che ne hanno motivato il mancato riconoscimento;
  3. nel caso probabile che il Consorzio abbia ritenuto le fatture esorbitanti gli impegni contrattuali, verifica sulla regolarità della contestazione;
  4. valutazione dell'esigibilità dei crediti iscritti a bilancio e verifica che la loro eventuale difficile riscossione non fosse ben evidente, per loro natura, già da prima della liquidazione del Consorzio (trattandosi in sostanza, come sembra, dei crediti per i "prestiti sull'onore" concessi ad indigenti);
  5. accertamento delle entrate che il Consorzio ha riscosso dopo il 31 dicembre 2009 e soprattutto deve ancora riscuotere per servizi resi a terzi e soprattutto agli enti consorziati, per impegni da loro assunti o facenti capo alle determinazioni dell'Ufficio di Piano del Comune di Ravenna (assessore ai servizi sociali e dirigenza comunale) o, per i cospicui fondi regionali sull'autosufficienza, dal Comitato di Distretto (assessori ai servizi sociali dei tre Comuni, direttore del distretto sanitario, dirigenza comunale);
  6. quanto sopra sulla base della documentazione esistente e di quella acquisibile tramite l'ascolto delle parti più direttamente in causa, quali: l'ex direttore, la responsabile del bilancio e il collegio dei revisori del Consorzio; il direttore generale, il responsabile del bilancio e il collegio dei revisori del Comune di Ravenna; i sindaci dei Comuni consorziati, il direttore generale dell'AUSL, il presidente e il consiglio di amministrazione del Consorzio; l'Ufficio di Piano del Comune di Ravenna; il Comitato del distretto socio-sanitario.

A ragion veduta, la commissione, per intero o in o parte, stabilirà come sottoporre l'esito dell'indagine alla Procura regionale della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Ravenna.

 

Alvaro Ancisi

capogruppo Lista per Ravenna

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