Ravenna, Consorzio. Il Comune ''sia parte civile'' contro responsabili

Ravenna, Consorzio. Il Comune ''sia parte civile'' contro responsabili

Ravenna, Consorzio. Il Comune ''sia parte civile'' contro responsabili

RAVENNA - Nella vicenda del Consorzio dei servizi sociali di Ravenna, su cui la Procura ha aperto un fascicolo, il Comune "si costituira' parte civile negli eventuali procedimenti penali, per assicurare la piu' efficace tutela, anche di ordine risarcitorio, alla comunita' ravennate". E' l'impegno che la maggioranza di Palazzo Merlato ha annunciato giovedì nel corso della seduta del consiglio Comunale dedicata al dibattito sugli esiti della commissione d'indagine

 

Tale è stato fatto in un ordine del giorno firmato dai quattro capigruppo Andrea Maestri (Pd), Paolo Gambi (Pri), Valentina Morigi (Sel), Diego Rubboli (Comunisti italiani) e Miria Venzi (Misto). Nello stesso documento, poi, la maggioranza promette di liquidare gli ex fornitori del Consorzio "con la massima tempestivita', per assicurare la continuita' qualitativa e quantitativa dei servizi, e al contempo salvaguardare i diritti dei lavoratori".

 

Si parla, come ricorda Riccardo Pasini (Ulivo-Pd) di circa 700 soci-lavoratori delle cooperative sociali coinvolti nella vicenda. I debiti fuori bilancio del disciolto Consorzio, invece, ammontano a circa sei milioni di euro, di cui quasi cinque sono appunto fatture emesse dalle cooperative e non contabilizzate: "Una somma stranamente simile all'avanzo di amministrazione che ha prodotto il Comune proprio nell'anno in cui e' scoppiato il bubbone", osserva il capogruppo Fi-Pdl, Eugenio Costa.

 

Nell'odg della maggioranza, in cui si tirano le somme di tutta la vicenda del Consorzio, si dice anche che "il grave disavanzo di bilancio concerne oggettive responsabilita' di livello gestionale e dirigenziale che saranno vagliate e sanzionate dalla magistratura", e si addita ancora una volta l'ex direttore Carlo Savorelli come principale responsabile. "L'indagine consiliare ha evidenziato l'abnormita' dei poteri statutariamente concentrati nella figura del direttore, l'inefficacia dei controlli, la sostanziale delega dall'ente alla struttura consortile", si legge.

 

Tuttavia, il capogruppo del Pri, Paolo Gambi, corregge il tiro e precisa che "non abbiamo mai detto che c'e' un solo responsabile. C'e' stato un sistema in parte di governance in parte degli organi di controllo che non ha funzionato. C'e' una catena di funzioni che non hanno svolto il loro compito". Inoltre, il capogruppo dei repubblicani mette in guardia sul fatto che "e' un problema di governance che non riguarda solo i servizi sociali, ma tutto il sistema delle partecipate". (Dire)

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