Ravenna, contestato il pacchetto sicurezza: "Minori stranieri diventeranno clandestini"

Ravenna, contestato il pacchetto sicurezza: "Minori stranieri diventeranno clandestini"

Ravenna, contestato il pacchetto sicurezza: "Minori stranieri diventeranno clandestini"

RAVENNA - Nel territorio ravennate 83 ragazzi stranieri rischiano di non poter mantenere una posizione giuridica regolare in seguito al compimento dei 18 anni. Ciò in seguito all'applicazione delle modifiche introdotte dalla legge 94 del 2009, il cosiddetto pacchetto sicurezza. La nuova disposizione ha l'effetto di interrompere in maniera netta al compimento del 18° anno i percorsi di integrazione e formazione di tutti quei minori stranieri non accompagnati che sono entrati in Italia dopo il compimento del 15° anno.

 

Ilario Farabegoli, assessore all'Immigrazione, insieme a rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e a un componente della Rappresentanza degli Immigrati, ha illustrato un documento (allegato in fondo) presentato dai Comuni di Ravenna e Faenza, dai tre sindacati, dal Centro provinciale per la formazione professionale e dall'Asp al Consiglio territoriale per l'immigrazione di Ravenna, che lo ha condiviso e inviato al ministero dell'Interno.

 

Lo stesso Farabegoli ha sintetizzato così la questione: "Dal punto di vista legislativo sussiste - giustamente - l'obbligo di accoglienza e inserimento nel tessuto sociale dei minori stranieri non accompagnati, di cui peraltro si devono fare quasi completamente carico, dal punto di vista organizzativo e finanziario, gli enti locali. Fino all'entrata in vigore del pacchetto sicurezza, al compimento del 18° anno di età e dopo aver seguito un percorso formativo, questi ragazzi potevano convertire il permesso di soggiorno. La nuova normativa prevede che il permesso di soggiorno può essere confermato solo a chi è in Italia da almeno tre anni e ha seguito un percorso di formazione di due anni. E' evidente quindi che tale percorso è possibile solo per i minori di 15 anni. Chi non può intraprenderlo è destinato a diventare, dopo essere stato coinvolto in un processo di accoglienza e formazione nel quale sono state investite risorse cospicue, un clandestino. La situazione rischia di diventare esplosiva: questi ragazzi sono destinati a rimanere all'interno del nostro territorio in clandestinità, ad alimentare il mercato del lavoro nero. Il governo afferma di avere stroncato l'immigrazione clandestina, ma in realtà fa leggi che la alimentano; ci obbliga a spendere risorse per formare ‘buoni clandestini'". L'assessore ha quindi lanciato una provocazione: "Se la situazione rimarrà questa, d'ora in avanti ci occuperemo soltanto di chi ha una concreta possibilità di vedere il proprio permesso di soggiorno rinnovato. Degli altri si dovrà fare carico il governo".

 

Le rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno peraltro aggiunto come, con la nuova normativa, si prospetti l'arrivo in Italia di un numero molto maggiore di minori sotto i 15 anni - i soli che hanno la possibilità di regolarizzare la loro posizione - più vulnerabili alle reti criminali della tratta e dello sfruttamento.

 

La questione è ulteriormente complicata dal fatto che alcune questure stanno interpretando la legge in maniera non retroattiva, cosa che consente a chi ha avviato il proprio percorso di accoglienza e formazione prima dell'8 agosto 2009, data di entrate in vigore della legge, di completarlo e di regolarizzare la propria posizione; altre la stanno interpretando in maniera retroattiva, precludendo quindi loro questa possibilità (nel territorio ravennate sono 45 i minori per i quali sono stati avviati percorsi di assistenza prima dell'8 agosto 2009).

 

Se in linea di principio quella che si chiede è una modifica della legge, nell'immediato le organizzazioni sindacali hanno quanto meno auspicato una intesa con la prefettura e la questura per una applicazione non retroattiva della legge.

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