Ravenna, conto alla rovescia per il via alla caccia

Ravenna, conto alla rovescia per il via alla caccia

Ravenna, conto alla rovescia per il via alla caccia

RAVENNA - Da domenica fino al 3 ottobre è tempo di caccia. I cacciatori potranno cacciare la selvaggina migratoria e stanziale in giornate fisse, il giovedì e la domenica, dall'alba fino alle ore 13; alla sola avifauna migratoria da appostamento, fino al tramonto, secondo gli orari stabiliti, negli ATC RA1, RA2 per intero e nel territorio a nord della via Emilia per l'ATC RA3. In queste giornate, nell'ora prima del sorgere del sole, i cacciatori potranno sparare solo alla fauna migratoria da appostamento fisso o temporaneo.

 

Dopo il sorgere del sole, anche alla fauna selvatica stanziale o migratoria . Dal 2 ottobre al 30 novembre i cacciatori usufruiscono di altre due giornate di caccia alla sola migratoria da appostamento.

 

Dalla terza domenica di settembre, inizia la caccia anche nelle aree contigue del Parco del Delta del Po. Dalla seconda domenica di ottobre anche nelle Pinete di Ravenna e Cervia. Dal 19 al 30 settembre, nelle Piallasse della Baiona e dei Piomboni, zone umide, siti di Rete Natura 2000, la caccia termina alle ore 17 ora legale, ma dal 3 ottobre si uniformerà a quanto stabilito nella delibera del calendario provinciale della caccia, atto che, con cadenza quindicinale, stabilisce l'ora d'inizio e fine della giornata di caccia. Nelle zone umide ZPS si può cacciare solo il germano reale fino al 1° ottobre.

 

Continua la caccia in deroga allo storno. Sarà possibile abbattere lo storno fino al 31 ottobre, in quei comuni in cui sono stati liquidati i danni provocati da questa specie alle colture agricole negli ultimi quattro anni, nelle aree e nei giorni in cui è permessa l'anticipazione dell'esercizio venatorio, con un limitato prelievo di questa specie, un carniere massimo giornaliero e stagionale rispettivamente di 20 e 200 capi, esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo e senza l'uso di richiami vivi appartenenti alla specie in oggetto.

Dal 1 novembre al 31 dicembre, si potrà intervenire con le medesime modalità sull'intero territorio provinciale, esclusivamente entro 100 metri dai frutteti. Sono escluse dalla caccia in deroga le zone SIC e ZPS.

 

Occorre prestare attenzione all'uso del tesserino, la giornata si segna apponendo una X relativamente al mese e al giorno in cui si esercita la caccia. E' necessario segnare il capo appena abbattuto sempre con una X. E' obbligatorio marcare il deposito in tutti quei casi in cui il capo di selvaggina abbattuto non è riscontrabile appresso al cacciatore, cerchiando la X segnata per l'abbattimento. Nel caso si eserciti la caccia nella stessa giornata in ambiti diversi (ATC, AFV, ATV) il cacciatore è tenuto a compilare un altro riquadro del tesserino regionale per l'esercizio venatorio. L'abbattimento della Beccaccia e del Beccaccino deve'essere immediatamente annotato sul tesserino. I prelievi di altre specie di fauna selvatica migratoria, qualora la caccia sia esercitata in forma vagante, vanno annotati a fine giornata di caccia.

La scheda riepilogativa "Caccia specie in deroga" del Tesserino per l'esercizio venatorio va consegnata alla Provincia entro il 28 febbraio 2011. Il Tesserino per l'esercizio venatorio va riconsegnato al Comune entro e non oltre il 31 marzo 2011 (art. 39, lett. b) L.R. 8/94.

 

La scorsa settimana, il consiglio provinciale ha approvato all'unanimità il nuovo regolamento per le autorizzazioni di appostamento fisso di caccia che entrerà in vigore il 1 ottobre.

Il nuovo regolamento si uniforma a quanto stabilito nel piano faunistico venatorio e precisa meglio come devono essere e quali obblighi hanno le strutture adibite ad appostamento fisso di caccia. Col 1°ottobre entrano in vigore anche alcune nuove norme di gestione degli appostamenti:

 

  • quando l'appostamento di zona umida è in funzione gode di una distanza di rispetto per le altre forme di caccia di m.300, che per la sola caccia in forma vagante scende a m.150 dall'argine esterno del chiaro;

  • all'interno dell'appostamento di zona umida non possono cacciare più di sei cacciatori contemporaneamente;

  • negli appostamenti di zona umida i capanni o tine rimasti a seguito di spostamenti o trasformazioni, devono essere rimossi o comunque resi inutilizzabili;

  • l'area su cui sorge l'appostamento fisso deve garantire libertà d'accesso e di controllo, vietando espressamente la posa di recinzioni, cancelli e similari;

  • la predisposizione dell'impianto deve avvenire entro l'anno del rilascio della prima autorizzazione, pena la decadenza della stessa;

  • nel caso di autorizzazioni quinquennali, il titolare deve dimostrare l'avvenuto versamento della tassa di concessione annuale entro il 31 agosto di ogni anno, pena la revoca della stessa autorizzazione."

 

"Il nuovo regolamento - precisa l'assessore provinciale Libero Asioli - renderà più efficace la vigilanza venatoria, con l'intento di reprimere gli atti di bracconaggio, di fare prevenzione e di dare le giuste informazioni ai cacciatori e agli agricoltori in materia ambientale e faunistica. Saranno oggetto di un accurato controllo le zone che, nelle scorse aperture, hanno presentato particolari problematiche, come ad esempio Ponte Rosso. A tale riguardo occorre evidenziare che i cacciatori fuori provincia possono esercitare l'attività venatoria solo se in possesso d'uno dei tesserini ATC RA1-RA2-RA3 o permessi speciali rilasciati dagli stessi ATC per la caccia alla sola selvaggina migratoria da appostamento fisso."

 

"Per una caccia sostenibile è fondamentale il rispetto delle regole. E' legittimo che ogni categoria sia impegnata a rivendicare maggiori spazi o modifiche alle normative. Ma le leggi, finché non cambiano, vanno rispettate - ribadisce Asioli - perché regolano il corretto esercizio dell'attività venatoria, garantiscono un prelievo equilibrato e quindi una gestione faunistica sostenibile e difendono la stessa attività venatoria nei confronti di coloro che vorrebbero vietarla. E' importante continuare la collaborazione fra mondo venatorio e mondo agricolo, per la salvaguardia delle produzioni agricole che sono alla base del reddito dell'agricoltore e dell'economia del nostro territorio. La caccia oggi non ha bisogno di inseguire i ritmi consumistici della società moderna. Occorre sempre più fare riferimento all'antica etica venatoria. Grazie alla collaborazione degli ATC, dopo un anno dall'approvazione del nuovo piano faunistico, possiamo dire che abbiamo raggiunto l'obiettivo medio del 24% di zone per la produzione di fauna (ZRC - rifugi, oasi, parchi), posto dalla Regione. Le zone a disposizione della caccia sono sostanzialmente in equilibrio fra i tre ATC. Ora occorre puntare su una gestione più attenta e accurata di queste zone."

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