Ravenna: contro la crisi la parola d'ordine è aggregare le imprese

Ravenna: contro la crisi la parola d'ordine è aggregare le imprese

RAVENNA - "Noi imprenditori siamo sempre gelosi delle nostre aziende, pensiamo di non aver mai bisogno dell'aiuto di nessuno. Ma si e' visto che cosi' non puo' funzionare". Parole del presidente di Confindustria Ravenna, Giovanni Tampieri, che lunedì mattina, assieme al direttore Marco Chimenti e al presidente del gruppo Piccola industria, Paolo Zama, ha presentato il progetto "Reti d'impresa: volano di crescita e competitivita'".

 

Per misurarsi con il mercato del dopo crisi, quello della dimensione "e' sicuramente un problema che dobbiamo affrontare- spiega Zama- ci sono molte imprese che non essendo fortemente strutturate hanno il bisogno di diventarlo". Basti pensare che il 90% degli associati a Confindustria Ravenna sono piccole e medie imprese, "alcune hanno anche solo dieci o 15 dipendenti", precisa.

 

Allora, la soluzione proposta dall'associazione confindustriale, a livello nazionale e locale, e' l'aggregazione delle imprese che fanno parte della stessa filiera produttiva (nella citta' bizantina gia' si pensa alla chimica, alla ceramica e alla meccanica) in un'unica rete dove ciascuna azienda conserva la propria autonomia, e nello stesso tempo, assieme alle altre, puo' presentarsi come un unico interlocutore nel mondo del mercato.

 

"Le Pmi che scelgono di partecipare ad una rete possono dar vita a collaborazioni tecnologiche e

commerciali con aziende della stessa filiera produttiva- fa sapere Zama- acquisendo maggiore forza contrattuale, agevolazioni amministrative, finanziarie e per ricerca e sviluppo". Tutto questo era gia' previsto dal cosiddetto decreto Incentivi. Poi, il decreto Sviluppo "ha meglio precisato alcune caratteristiche relative al contratto di rete, che deve dare evidenza agli obiettivi strategici e delle attivita' comuni", prosegue Zama. (Dire)

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