Ravenna, coop balneari preoccupate per la bocciatura sulle concessioni spiagge

Ravenna, coop balneari preoccupate per la bocciatura sulle concessioni spiagge

Ravenna, coop balneari preoccupate per la bocciatura sulle concessioni spiagge

RAVENNA - C'e' "grande preoccupazione" tra le cooperative degli stabilimenti balneari della provincia di Ravenna associate a Legacoop, per la "situazione di ulteriore incertezza che si e' venuta a creare dopo la decisione della Corte costituzionale", che ha dichiarato illegittimo l'articolo  della legge regionale (la n.8 del 2009) che prevedeva tra le altre cose la proroga delle concessione demaniali a fronte di un piano di investimenti pluriennale.

 

"Ora, quindi, la categoria ha come unico punto di riferimento la legge nazionale- sottolinea in una nota Legacoop- con la quale vengono prorogate le concessioni al 2015: dopo quella data le assegnazioni verranno effettuate con procedure a evidenza pubblica". L'auspicio di Legacoop e' dunque che "in tutte le sedi, da quella nazionale a quella locale, si definisca urgentemente una normativa che vada incontro alle esigenze della categoria e che garantisca nel tempo la qualita'  degli investimenti che riguardano le strutture balneari".

 

Le cooperative di stabilimenti balneari associate a Legacoop Ravenna hanno da tempo attivato servizi di consulenza legale per tutelare al meglio gli interessi degli associati nelle sedi istituzionali. L'obiettivo e' "costruire assieme alle istituzioni e alle associazioni di rappresentanza una serie di norme che garantiscano, nel rispetto delle indicazioni della Comunita' europea, la continuita' e la sicurezza imprenditoriale, che sino a oggi hanno sono state le basi su cui e' stato costruito un  distretto turistico unico nel mondo". Il via libera al decreto delegato sul federalismo demaniale per il trasferimento dei beni dello Stato agli enti locali e' "un'opportunita'- afferma Legacoop- e per questo va curata con grande attenzione: serve una normativa che tenga conto delle specificita' della categoria ed evitando di mettere a rischio l'intero sistema economico turistico e le imprese ad esso collegate". (Dire)

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