Ravenna, cooperative all'avanguardia con le energie alternative

Ravenna, cooperative all'avanguardia con le energie alternative

Ravenna, cooperative all'avanguardia con le energie alternative

Confcooperative Ravenna, in linea con le politiche nazionali e regionali dell'associazione, da anni sta dando il proprio contributo allo sviluppo delle energie rinnovabili sul territorio. Per questo motivo rappresentanti dell'organizzazione provinciale e delle cooperative associate prenderanno parte al convegno "L'energia della cooperazione. Nuove frontiere per le imprese pulite", organizzato da Confcooperative Emilia Romagna con il patrocinio della Regione.

 

L'approfondimento, che si terrà venerdì 21 gennaio dalle ore 9,30 presso il Novotel Fiera di via Michelino 73 a Bologna, si pone l'obiettivo di manifestare il ruolo della cooperazione per la tutela dell'ambiente e di rappresentare in che modo può contribuire ad aiutare gli imprenditori e gli stessi consumatori a cogliere al meglio tutte le opportunità legate al mercato dell'energia. Prenderanno parte al convegno, tra gli altri, il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Maurizio Gardini e l'assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli.

 

"Nella nostra provincia - sottolinea Andrea Pazzi, direttore di Confcooperative Ravenna - c'è stato nel 2010 un incremento di assoluto rilievo nella diffusione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, in particolare nel settore del fotovoltaico, che ha posto Ravenna ai vertici in Emilia Romagna, confermando un'identità ormai acquisita. Confcooperative da anni si sta spendendo in questa direzione stimolando le proprie associate verso l'utilizzo di queste fonti e promovendo nuova imprenditorialità cooperativa e nuove fonti di investimento e di lavoro".

 

"Con la costituzione, diversi anni fa, del progetto Power Energia - specifica Pazzi -, la cooperativa di utenza fortemente voluta da Confcooperative Emilia Romagna a seguito della liberalizzazione del mercato ed oggi assunta a network nazionale, l'Associazione si pone infatti quale soggetto attivo nei confronti dei propri associati per fornire energia elettrica alle migliori condizioni di mercato, mentre con il consorzio Power a cui aderiscono le cooperative del settore, lavora al sostegno e allo sviluppo delle fonti energetiche pulite e rinnovabili".

 

"Molte delle nostre cooperative - continua il direttore provinciale - si sono distinte in ambito provinciale e nazionale per l'impegno serio e competente applicato ad un settore in continua evoluzione. Cooperative quali Impronte, Res, Faenza Energie, Coomi o la stessa Cofraenergy, braccio operativo del gruppo Cofra hanno sviluppato nuovo business nei diversi ambiti dall'eolico al biogas al fotovoltaico; mentre altre quali Caviro, Comacer, Agrisol, Propar, Cesac, Consorzio Agrario, Libertà e Lavoro, per citarne alcune, hanno dimostrato una grande sensibilità e una buona lungimiranza nel programmare e realizzare impianti, piccoli e grandi, di produzione energetica tramite fotovoltaico, biomasse e biogas, mettendo a reddito principalmente prodotti e materiali di risulta dei propri processi produttivi".

 

Fiore all'occhiello di Confcooperative Ravenna molte giovani cooperative nate dall'incontro di professionalità desiderose di promuovere la ricerca e di sperimentarsi nel campo dell'energia verde: "Ci sono cooperative come Res, tanto per fare un esempio - spiega Andrea Pazzi - che hanno scelto di orientarsi in primo luogo sulla ricerca concorrendo ad aggiornare e perfezionare le tecnologie applicate a questo settore. Il nascente polo tecnologico di Ravenna potrà essere naturale collegamento anche con queste giovani realtà cooperative".

 

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Nel settore fotovoltaico, in particolare, Confcooperative Ravenna è attiva nell'indirizzare i propri aderenti verso un utilizzo corretto e informato delle opportunità offerte dal mercato: "Il fotovoltaico - conclude il direttore provinciale - è senza dubbio una grande opportunità per il territorio e, se parliamo di territorio, per gli stessi agricoltori; per questo va incentivato. Ciò nonostante è fondamentale che, nel progettare gli impianti, si sfruttino il più possibile i tetti dei fabbricati industriali e civili, le aree non produttive ed i terreni più marginali e con minore potenzialità produttive perché non bisogna dimenticare che il nostro territorio rappresenta una delle zone frutticole e vinicole più importanti d'Italia. Questo patrimonio va assolutamente preservato e difeso creando le condizioni affinché l'imprenditore agricolo possa ricavare dalla coltivazione una redditività adeguata, sicuramente maggiore di quanto riesce a scontare oggi".

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