Ravenna: corruzione in carcere, quattro condanne

Ravenna: corruzione in carcere, quattro condanne

Ravenna: corruzione in carcere, quattro condanne

RAVENNA - Corruzione in carcere a Ravenna: quattro condanne. Il processo, con rito abbreviato, si è svolto davanti al giudice Corrado Schiaretti. Alla sbarra l'assistenze capo della Polizia penitenziaria, Giovanni Pipoli, accusato di peculato, corruzione ed una serie di falsi: per l'imputato due anni di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) e tre anni d'interdizione dai pubblici uffici. Il pm Stefano Stargiotti aveva chiesto tre anni e tre mesi.

 

Pipoli, difeso dall'avvocato Monica Miserocchi, era accusato di aver fatto entrare in carcere un cellulare trovato nella cella di Antonio Sciuto, 56 anni, originario di Catania, di aver ricevuto in cambio un'auto, e di essersi appropriato di 1.500 euro dal "fondo vincolato" depositato alla direzione del carcere, apparentemente a Sciuto e a questi indisponibile. Inoltre era accusato anche di aver favorito la vendita nello spaccio del carcere di determinate marche di sigarette.

 

Sciuto è stato condannato a due anni di reclusione. Imputato anche il figlio del 56enne, Vincenzo Sciuto, che si è visto infliggere un anno con la sospensione condizionale: fu lui a consegnare al pare il telefonino ed aver acquistato la vettura da regalare a Pipoli. Padre e figlio erano difesi dall'avvocato Carlo Benini.

 

Tra gli indagati c'era anche un commerciante fornitore di sigarette al carcere, accusato di aver dato delle somme di denaro a Pipoli perché al carcere venissero consegnate ‘bionde' di una determinata marca: per lui un anno di reclusione con la condizionale. L'imputato era difeso dall'avvocato Giovanni Scudellari. Nel dicembre scorso aveva patteggiato un anno ed undici mesi, con la condizionale, Vito Miacola, assistente capo della Polizia Penitenziaria.

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