Ravenna, costi della politica. Ancisi (LpR) attacca il sindaco

Ravenna, costi della politica. Ancisi (LpR) attacca il sindaco

RAVENNA - Con atto adottato dal Comune di Ravenna mercoledì scorso, il sindaco Matteucci ha deciso di assumere dal 1° luglio prossimo e per l'intera durata quinquennale del suo nuovo mandato, fuori concorso, per sua scelta politica fiduciaria e al di fuori dell'organico, un direttore generale, nella persona del confermato Carlo Boattini. Avrebbe potuto farne a meno incaricando della funzione il segretario generale del Comune, peraltro anch'egli scelto fiduciariamente da Matteucci: così ha fatto, per esempio, il sindaco di Rimini, anche lui del PD, anche lui eletto nel maggio scorso. Oppure, Matteucci avrebbe potuto assegnare la funzione ad uno dei 27 dirigenti già in servizio (laddove Rimini ne ha 25), di cui ben 12 assunti anch'essi da lui fiduciariamente, senza concorso: dei 27, peraltro, solo la minoranza si ammazza di lavoro.

 

Si aggiunga il costo esorbitante stabilito da Matteucci per il direttore generale, pari a 171.000 euro l'anno, che significano 855.000 per l'intero mandato 2011-2016.

Anche questo va considerato un "costo della politica" addebitabile direttamente al sindaco, che si aggiunge al costo quinquennale dei 7 dipendenti assunti fiduciariamente per il suo staff, da me già calcolato in 1.718.445 euro.

 

Fin qui, il "costo della politica" personale di Matteucci riguarda assunzioni di personale, legittimate da norme aberranti, da me sempre contestate, che fanno carta straccia del principio costituzionale secondo cui ai posti della pubblica amministrazione si accede solamente per concorso.

 

Ne va aggiunto almeno un altro: cioè la nomina di nove assessori, che ha forzato l'interpretazione della legge secondo cui, nei comuni della stessa classe di Ravenna, il limite massimo è di otto, rispettato ad esempio da Rimini. Il compenso del nono assessore vale, nell'arco del mandato, 854.635 euro. Sarebbe da contare anche il decimo assessore di fatto, l'assessore bis alla cultura, Cassani, che però è stato assunto come dipendente, ricadendo nei costi dello staff del sindaco.

 

Fatta la somma, il costo della politica da attribuire personalmente al sindaco è di 3 milioni e 428 mila euro, senza considerare che un direttore generale e un assessore in più si portano dietro costi aggiuntivi di personale distaccato a servizio loro proprio, sottratto ai servizi per i cittadini.

Non credo di dover commentare, in un tempo di crisi che colpisce duramente fasce sempre più estese di famiglie ravennati, questi dati. Il mio servizio è di renderli noti ai cittadini perché giudichino da se stessi.

 

Mi limito a porre una sola domanda: con quattro milioni e mezzo di euro, che soddisfano solamente la fame inesauribile di posti lucrosi della maggioranza, quante persone che fanno la fame vera, cioé quelle che alla fine del mese non arrivano a pagare le bollette e l'affitto anche saltando dei pasti, si potrebbero assistere?

  

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Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna

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