Ravenna, cresce il precariato tra i giovani e gli ultraquarantenni

Ravenna, cresce il precariato tra i giovani e gli ultraquarantenni

Ravenna, cresce il precariato tra i giovani e gli ultraquarantenni

RAVENNA - Cresce il precariato, soprattutto nelle fasce dei giovani fino a 25 anni e degli ultraquarantenni. Il prossimo 23 gennaio scadono i termini previsti dalla legge 183/2010, meglio conosciuta come "Collegato al lavoro", per impugnare tutti i contratti a termine e atipici, che possono essere viziati da irregolarità legate alla specifica assunzione e che sono scaduti entro il 24 novembre 2010. Dopo il 23 gennaio tutte queste situazioni non potranno più essere sanate per effetto delle normative introdotte dal "Collegato al lavoro".

 

La Camera del lavoro invita pertanto tutti i lavoratori, interessati ad attività saltuarie e precarie avute prima del 24 novembre scorso, a verificare la propria posizione ed eventualmente a impugnare il contratto a suo tempo stipulato.

 

"Dal nostro osservatorio - spiega Giancarlo Marchi, della segreteria provinciale della Cgil - registriamo un'ulteriore crescita del fenomeno delle assunzioni precarie e a termine. La fasce maggiormente colpite dal fenomeno nella nostra provincia sono due: i giovani fino a 25 anni e gli ultraquarantenni. Complessivamente si conferma anche nella nostra provincia l'utilizzo dei contratti atipici anche per situazioni che oggettivamente richiederebbero forme di contratti stabili. Il fenomeno non accenna a diminuire e, anzi, da ottobre 2009 a ottobre 2010 i dati del Servizio per l'impiego della Provincia evidenziano un aumento di 4.447 lavoratori atipici, passando complessivamente da 13.197 a 17.644. Si tratta di persone che vivono nell'assoluta incertezza dal punto di vista occupazionale. Questi dati evidenziano la necessità di aprire una riflessione più ampia sulle reali necessità di flessibilità delle imprese che non si possono sopperire con questo tipo di modalità occupazionali".

 

Fino ad ora sono circa 300 le persone che si sono rivolte agli uffici della Cgil provinciale e che per le quali si sono impugnate le modalità di assunzione dei contratti a termine: "Il settore per ora maggiormente interessato dalle impugnazioni è il pubblico impiego - conclude Marchi -. Con ciò non si deve dedurre che il problema interessi soltanto il pubblico e sia marginale nel privato; tutt'altro, la stragrande maggioranza delle assunzioni a termine riguarda il settore privato e i lavoratori, sperando di poter un giorno attenere un'assunzione stabile, rinunciano ad esercitare il loro diritto di impugnazione".

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