Ravenna, crisi. La diocesi: "Il Banco Alimentare non basta più"

Ravenna, crisi. La diocesi: "Il Banco Alimentare non basta più"

Ravenna, crisi. La diocesi: "Il Banco Alimentare non basta più"

RAVENNA - "A Ravenna ci sono moltissime famiglie in difficolta' ma la situazione potrebbe anche peggiorare- teme l'arcivescovo di Ravenna Giuseppe Verucchi- Al termine del periodo di cassa integrazione, ad esempio, se non c'e' lavoro per quelle persone c'e' il nulla, chi mi assicura che verranno riassunti?". La diocesi ha cosi' deciso di rimettersi in moto e rinnovare la campagna "Sulla bocca di tutti", coordinata dalla Caritas.

 

d'accordo con le parrocchie e le banche Cassa di risparmio, Banca di Romagna, Banca di credito cooperativo e Banca popolare di Ravenna, i quattro istituti apriranno conti correnti in cui i cittadini piu' fortunati, senza spese in piu', potranno fare una donazione per le famiglie in difficolta'

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Il progetto, partito a marzo, ha gia' dato i primi frutti: tra i soldi raccolti dalle diocesi (40 mila euro) e quelli versati nei conti correnti bancari da cittadini generosi sono stati raccolti 130 mila euro. Verranno usati soprattutto per comprare cibo con cui integrare i prodotti del Banco alimentare ("una volta bastavano, adesso non piu'", riferisce il direttore della Caritas ravennate don Alberto Brunelli), ma anche per tamponare alcune emergenze.

 

Verra' sostenuto chi rischia di vedersi chiudere le utenze domestiche, ad esempio, e anche chi vive sotto la spada di Damocle di un imminente sfratto, che potra' sperare nella mediazione diocesana con il padrone di casa e in qualche soldo per pagare l'affitto.

 

Con quel che resta, invece, ci si compreranno omogeneizzati e pannolini. Alcune situazioni, pero', rileva Brunelli, si potrebbero evitare se oltre a quella di banche Caritas e cittadini ci fosse anche la buona volonta' del Consorzio per i servizi sociali: "La commissione economica si riunisce un sola volta al mese- riferisce- quando l'assistente sociale arriva a fine mese con la bolletta che un cittadino non riesce piu' a pagare potrebbe essere gia' troppo tardi".

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