Ravenna: crisi, lettera aperta di Cna. "Per le Pmi il prezzo più salato"

Ravenna: crisi, lettera aperta di Cna. "Per le Pmi il prezzo più salato"

RAVENNA - In Italia la crisi finanziaria si è purtroppo sommata al rallentamento del ciclo economico iniziato a partire dalla metà del 2007 con il calo della domanda interna, il ridimensionamento degli investimenti, la riduzione dell'export. A pagare il prezzo più alto sono le piccole imprese e l'artigianato che, da qualche mese, segnano un peggioramento dei principali indicatori economici: produzione, fatturato, esportazioni.

 

In ambito locale notiamo che alla ormai cronica crisi del settore moda, si sono aggiunte le difficoltà attraversate dai servizi, dai trasporti, dall'edilizia e dalla meccanica, soprattutto sul versante della subfornitura. Da questo scenario poco favorevole emerge, inoltre, la fragilità del tessuto della piccola impresa nel rapporto con il mercato creditizio.

 

Ma la liquidità delle aziende non è a rischio solo per effetto del peggioramento delle condizioni in essere con il sistema bancario, ma anche in conseguenza dei ritardi riscontrati nei pagamenti da parte di fornitori e committenti. In estrema sintesi pensiamo che occorra mettere in campo urgentemente tutte le risorse disponibili per sostenere l'imprenditoria nell'attività di investimento con particolare attenzione ai temi dell'innovazione, dell'internazionalizzazione, del rafforzamento delle reti, dell'ICT e della ricerca, dell'ambiente e dell'energia.

 

La posta in gioco è molto alta e riguarda la tenuta complessiva del tessuto locale dell'artigianato e della piccola impresa e, più in generale, di tutto quel patrimonio di cultura d'impresa diffusa che da sempre è fortemente radicato nel nostro territorio. Riteniamo quindi che per fronteggiare adeguatamente le dinamiche socio-economiche che caratterizzeranno il 2009, un anno che si preannuncia molto difficile per tutto il sistema economico, occorra individuare immediatamente precise direttrici di sviluppo e priorità rispetto alle tante cose da fare.

 

Sostegno al sistema dei consorzi fidi e agli strumenti della bilateralità: la crisi finanziaria sta penalizzando le imprese, mettendo a rischio non solo gli investimenti ma la stessa liquidità. La stretta creditizia e la più accurata selezione del credito rende più difficile l'apertura di nuove linee per gli investimenti e per garantire la liquidità. Il sistema dei Confidi può aiutare le imprese ad assorbire e superare meglio gli effetti della crisi economica ma non può essere lasciato solo in questo compito in quanto la straordinarietà della situazione richiede uno sforzo congiunto che deve vedere il coinvolgimento di tutti gli Enti Pubblici.

 

Analogo ragionamento deve essere fatto per gli Enti Bilaterali, ammortizzatori sociali di tipo privatistico come EBER, che le parti sociali hanno saputo mettere in campo nell'interesse delle imprese della nostra regione per il sostegno al reddito dei lavoratori in sospensione nelle imprese artigiane in difficoltà, assicurato con apposito Fondo che oggi ammonta a 10 milioni di euro di risorse proprie (cioè provenienti da imprese e lavoratori) e che deve essere ulteriormente implementato da fondi della Cassa Integrazione Speciale finalizzata ai settori in crisi, per effetto di specifici provvedimenti nazionali. Il potenziamento di tali strumenti si rende indispensabile a fronte di un aumento consistente delle richieste di sospensione avanzate in quest'ultima fase dell'anno.

 

Verifica del piano investimenti delle Pubbliche Amministrazioni e riduzione dei tempi di pagamento per le imprese: aprire una nuova fase di rilancio degli investimenti pubblici sul territorio, nonostante i vincoli del patto di stabilità, vuol dire aprire una concreta possibilità di rilanciare lo sviluppo economico. Occorre però tenere sempre a mente che - se questo può risolvere una serie di problemi contingenti - non basterà per sciogliere i grandi nodi infrastrutturali che riguardano la nostra economia, per cui è indispensabile mantenere particolare attenzione alle grandi opere. Per la riduzione dei tempi di riscossione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti degli Enti Pubblici auspichiamo una loro velocizzazione e riteniamo utile la possibilità di prevedere nei contratti l'opportunità di cedere i crediti a Enti e Istituti specializzati.

 

Puntare sui segmenti innovativi, con particolare attenzione al risparmio energetico: le scelte attuate dal Governo sul versante del risparmio energetico non aiutano la crescita dell'economia del paese. Ridurre le potenzialità dell'agevolazione fiscale del 55% significa penalizzare un settore innovativo e trainante per lo sviluppo. Delle circa 12.000 domande presentate in Emilia-Romagna, oltre il 10 % hanno riguardato la Provincia di Ravenna.

 

Stiamo parlando di ristrutturazioni degli edifici, sostituzione infissi e coibentazioni, installazione pannelli solari, sostituzione caldaie con modelli a condensazione. I benefici in termini di riduzione dell'inquinamento e di risparmio energetico sono considerevoli. Relativamente agli aspetti collegati alla crisi del settore edile abbiamo presentato una proposta che - utilizzando i vigenti strumenti urbanistici - preveda l'abbattimento dei fabbricati a forte dispersione energetica e la loro ricostruzione, privilegiando immobili di classe A o le cosiddette case passive. Il tutto attraverso l'utilizzo di tipologie e materiali innovativi.

 

Formazione: può rivestire un ruolo fondamentale per affrontare la crisi soprattutto per la riqualificazione del lavoro. Premesso questo, proponiamo di utilizzare parte delle risorse disponibili per finanziare innovazione e progetti di trasmissione di impresa. Tante realtà imprenditoriali chiudono i battenti per motivi fisiologici, principalmente legati all'età, e questo fenomeno subisce pericolose accelerazioni durante le fasi più acute di crisi economica. Con la chiusura di queste attività viene spazzato via un patrimonio di esperienze e la diffusione capillare sul territorio di un enorme numero di piccole imprese che costituiscono l'asse portante del nostro sistema economico e sociale.

 

Progetti di sviluppo settoriali: il progetto di sviluppo del settore nautica da diporto all'interno dell'area ex Sarom può costituire un importante volano per l'economia del nostro territorio. Tutto questo può determinare anche l'interesse a investire da parte di aziende aventi sede fuori dalla provincia e può rappresentare una importante risorsa in termini di qualità delle produzioni e rilevanza per il Made in Italy. La simultanea creazione di un tecnopolo dedicato al settore qualificherebbe ulteriormente questo ambizioso progetto distrettuale.

 

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Cna Ravenna 

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