Ravenna, deficit consorzio. I sindacati: "Servizi sociali non andavano esternalizzati"

Ravenna, deficit consorzio. I sindacati: "Servizi sociali non andavano esternalizzati"

Ravenna, deficit consorzio. I sindacati: "Servizi sociali non andavano esternalizzati"

RAVENNA - "Noi abbiamo denunciato la responsabilita' politica della vicenda, e il sindaco ha detto che se la prende tutta". Lo fa sapere Gabriella Dionigi del dipartimento politiche sociali e sanitarie della Cgil di Ravenna, all'indomani dell'incontro con il sindaco, Fabrizio Matteucci, sul buco di nove milioni e mezzo di euro nel bilancio del Consorzio dei servizi sociali. "Abbiamo avuto la relazione del liquidatore, in cui si vedono tutti i debiti fuori bilancio, e ci hanno informati su cosa  intendono fare ora", riferisce.

 

Il problema dei servizi sociali ravennati, per come sono stati gestiti fino alla fine del 2009, cioe' fino allo scioglimento del Consorzio, e' strutturale: "Abbiamo sempre detto che i servizi sociali dovevano essere gestiti dagli Enti pubblici- spiega- gestione e programmazione devono essere in capo all'amministrazione, e non possono essere affidati a soggetti terzi, come invece e' accaduto". Tant'e' che, durante lo scorso autunno, i sindacati avevano messo tutto nero su bianco in un accordo: "Volevamo che almeno le parti piu' significative, come gli sportelli sociali, passassero in mano al Comune. Ma questa proposta non passo'".

 

Per quanto riguarda la proliferazione dei debiti fuori bilancio contratti con le cooperative, il meccanismo, secondo la sindacalista, e' chiaro, ed e' riconducibile a una cattiva gestione. "Non si lavorava a budget, ma a pie' di lista, chiedendo forniture quando ce n'era bisogno", fa sapere. E, alla fine, "la cooperativa presentava il conto".

 

"Quando si fa riferimento a debiti fuori bilancio, restiamo ancora piu' amareggiati". Legacoop e

Confcooperative di Ravenna, attraverso i presidenti Giovanni Monti e Raffaele Gordini, fanno sapere di essere sconcertate, e di non riuscire a spiegarsi perche' le fatture emesse dalle loro cooperative sociali, per i servizi prestati al Consorzio, non siano state regolarmente contabilizzate, e si siano trasformate in un debito fuori bilancio di ben sei milioni di euro.

 

"I servizi che abbiamo reso- spiegano- derivano da gare d'appalto e da contratti sottoscritti con il Consorzio, e quindi dovevano essere regolarmente iscritti a bilancio. Le fatture, emesse in tempi congrui (anche perche' non vi era alcun interesse nel ritardare l'invio, da parte nostra) non sono state contestate, se non in rari casi che si sono poi approfonditi e in gran parte risolti".

 

Ora, pero', le cooperative (24 in totale) aspettano di essere pagate. I crediti piu' consistenti sono quello di Selenia, che supera i tre milioni di euro, e quello del Consorzio di cooperative, il Solco, che e' di 834 mila euro. "Attualmente la nostra maggiore preoccupazione riguarda i tempi in cui questa vicenda si risolvera'- spiegano Monti e Gordini- abbiamo quindi chiesto al sindaco di fare il possibile per effettuare le verifiche e i passaggi necessari in tempi ragionevoli, perche' la situazione finanziaria di diverse cooperative potrebbe diventare davvero preoccupante".

 

In ogni caso, affermano, "riteniamo che questa vicenda non debba gettare ombre su tutto il sistema dei servizi sociali del distretto ravennate, che ha sempre fornito e crediamo debba continuare a fornire, servizi di qualita' a favore di anziani, disabili, minori e famiglie in genere". E, anzi, ricordano che le cooperative "da tempo lamentavano ritardi di pagamento da parte del Consorzio non piu' accettabili, che partivano da una dilazione media di circa un anno, ma che in alcuni servizi sono stati addirittura piu' pesanti". (Dire)

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