Ravenna, Degrado Sant'Agata. L'assessore: "No al pugno duro"

Ravenna, Degrado Sant'Agata. L'assessore: "No al pugno duro"

RAVENNA - "Stiamo seguendo la situazione al quartiere Sant'Agata, e quando ci sono violazioni controlli e sanzioni non mancano, non sono mancate e non mancheranno". A rassicurare i residenti del quartiere nel cuore di Ravenna, preoccupati dagli schiamazzi e dai disordini notturni che si verificano sotto le loro finestre da quando in zona hanno aperto due negozi gestiti da extracomunitari, e' l'assessore alla Sicurezza Gianluca Dradi.

 

"Non sottovalutiamo quello che sta succedendo - dice - ma la situazione non c'entra con l'ordine pubblico. Il problema oggi e' semmai la convienza tra gruppi etnici diversi, in questo caso, tra romagnoli e extracomunitari, che hanno abitudini di vita diverse che possono causare conflitto". Tanto che si sta valutando la possibilita' di ricorrere ai mediatori culturali come si e' fatto per giardini Speyer e Isola San Giovanni.

 

Non telecamere e pugno duro, come proponevano ieri Mirko de Carli e Eugenio Costa di Forza Italia-Pdl, quindi, ma "un po' di garantismo anche per i poveracci". Sul fatto che i due negozi "debbano osservare gli stessi orari degli altri negozi" Dradi e' meno d'accordo. L'apertura va dalle 7 del mattino fino alle 22, dice una legge del '98, e la chiusura domenicale non un obbligo: "Sentite le organizzazione di categoria- cita la norma l'assessore- chi lo vuole puo' tenere aperto". Soprattutto nel centro storico, per cui un'ordinanza del 2003 sancisce esplicitamente la deroga per domeniche e festivi.

 

Anche sull'allarme svalutazione lanciato ieri da politici e residenti Dradi invita alla "sobrieta'", perche' come in una profezia che si auto-avvera potrebbe effettivamente avere delle ripercussioni negative sul valore degli immobili.

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