Ravenna, dibattito in consiglio provinciale sulla conferenza economica

Ravenna, dibattito in consiglio provinciale sulla conferenza economica

RAVENNA - Nel corso dell'ultima seduta di consiglio provinciale si è dibattuto sullo stato d'attuazione della conferenza economica che si è svolta il 13 dicembre scorso.

 

Sono intervenuti:

 

Fabio Bocchini, capogruppo Pri: "L'avere delegato alle forze economiche e sociali e alla società di consulenza il ruolo della programmazione significa che la Provincia non si ritiene all'altezza di proporre un piano credibile alla comunità che governa oppure che teme di scontentare qualche interlocutore di peso. Così la delega si trasforma in innovazione per cercare consenso."

 

Giovanna Benelli, FI-PdL: "Mi ha sconvolto l'intervento dell'esperto di Nomisma che pur dichiarando di non conoscere granché il nostro territorio, ci suggeriva di puntare tutto sul corridoio Romagna-Brennero per togliere Ravenna dal suo storico isolamento. Se la conferenza economica dà suggerimenti di questo tipo meglio fare da soli e risparmiare denaro pubblico."

 

Giovanni Monti, Pd: "Il nostro obiettivo prioritario deve essere un centro logistico acqua ferro gomma di dimensione nazionale. Dobbiamo trovare unità d'intenti per affrontare cambiamenti radicali. La conferenza economica è stato un primo decisivo passo in questa direzione."

 

Francesco Morini, capogruppo Udc: "La dirigistica strategia regionale dei poli tecnologici è un'aberrazione. I poli devono essere il perno dello sviluppo di nuovi investimenti e orientare la futura formazione. La Provincia è costretta a ragionare su investimenti in un settore  estremamente difficile quello dell'efficienza energetica oltre che nei  settori, anch'essi problematici,  della nautica e dei nuovi  materiali."

 

Roberto Gualandi, Pd: "Dobbiamo smetterla con proposte effimere come l'utopia della green economy e guardare alla Germania che cresce mentre l'Italia resta la palo. La conferenza economica ha rappresentato solo un momento dell'apertura a un vero e proprio salto culturale che  è richiesto al nostro territorio dalla congiuntura economica."

 

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Ha chiuso il dibattito in aula l'intervento del presidente Francesco Giangrandi: "Il nostro territorio viene da una lunga fase di sviluppo e da un'intensa e proficua pratica di concertazione. Partiamo da strumenti di pianificazione provinciale e regionale avanzati. Non c'è dubbio che la crisi ci obbliga a migliorare ogni singolo aspetto della vita economica, sociale e istituzionale della comunità provinciale, e ci induce a selezionare insieme le priorità su cui lavorare da subito. Il nostro sistema economico deve adeguarsi in fretta alle nuove tendenze della domanda nazionale e internazionale. Per questo abbiamo bisogno di reti di piccole imprese  ma anche quelle più strutturate. Tutte vanno ugualmente sostenute con una nuova centralità della politica industriale. All'indomani della conferenza economica provinciale ci siamo messi subito al lavoro per un nuovo patto sociale e per tradurre in realizzazioni concrete le tante schede progetto elaborate insieme nell'intenso lavoro preparatorio della conferenza."

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