Ravenna, dipendenti della Provincia in protesta: "Sbagliata la gestione del personale"

Ravenna, dipendenti della Provincia in protesta: "Sbagliata la gestione del personale"

Ravenna, dipendenti della Provincia in protesta: "Sbagliata la gestione del personale"

RAVENNA - L'assemblea dei dipendenti della Provincia di Ravenna, organizzata in mattinata dalla RSU e da FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, si è conclusa con un presidio di fronte al Palazzo della Provincia di Ravenna. Gli oltre 200 dipendenti della Provincia presenti hanno manifestato contro "una politica di gestione del personale sbagliata ed inefficace e per denunciare gli errori gestionali fatti ricadere sui lavoratori", come si legge in una nota dei sindacati.

 

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"Tutto questo mette a rischio la qualità dei servizi erogati ed impedisce ai dipendenti, da oltre due anni, di percepire gli incentivi di produttività legati a prestazioni già svolte, spesso di estrema importanza per i cittadini, quali ad esempio la viabilità in caso di neve, la manutenzione e la funzionalità degli edifici scolastici, le attività dei centri per l'impiego".

"La forte adesione all'iniziativa, testimonia la determinazione di tutto il personale per vedere riconosciuta la dignità del proprio lavoro a favore di tutti i cittadini e degli utenti".

La RSU, FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, "esprimendo soddisfazione per l'altissima partecipazione al presidio, ringraziano tutte le lavoratrici ed i lavoratori per il contributo a questa come alle altre iniziative messe in campo per sensibilizzare i cittadini ed i vertici della Provincia sulla necessità di un radicale cambiamento nella gestione del personale e di soluzioni tecnico-amministrative in grado di superare gli errori compiuti".

"Le iniziative proseguiranno nei prossimi giorni, in attesa di elementi concreti per sbloccare la situazione, in coerenza con gli impegni assunti dal Presidente della Provincia durante il tentativo di raffreddamento del conflitto svolto a seguito della proclamazione dello stato d'agitazione alla presenza del Prefetto il 16 marzo" si conclude la nota.

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