Ravenna, don Ciotti ai giovani: ''Siate curiosi, non fatevi svuotare dentro''

Ravenna, don Ciotti ai giovani: ''Siate curiosi, non fatevi svuotare dentro''

Ravenna, don Ciotti ai giovani: ''Siate curiosi, non fatevi svuotare dentro''

RAVENNA - Oltre 300 ragazzi di terza media  e gli studenti di alcune classi dell'Istituto ISIS Olivetti hanno partecipato giovedì all'incontro con don Luigi Ciotti presidente della cooperativa Libera. Il dibattito, preceduto dal saluto del sindaco Fabrizio Matteucci, dal Prefetto di Ravenna Bruno Corda e dai ragazzi dell'Associazione Pereira che hanno promosso insieme con l'Istituzione Istruzione e Infanzia del Comune il progetto "Liberi dalle Mafie, è stato aperto dall'Assessore Electra Stamboulis.

 

>LE IMMAGINI DELL'INCONTRO, Rafotocronaca

 

L'appuntamento è stato defininto "una grande opportunità di crescita e di cambiamento positivo per le coscienze di ciascuno". La parola poi è passata i ragazzi che hanno posto a Don Luigi Ciotti alcune domande in particolare sull'Associazione Libera e sulla sua esperienza di lotta alla mafia. "Appuntamenti come questo - ha esordito Don Ciotti - devono essere occasioni di riflessione, di crescita e di impegno per ciascuno perchè solo così può iniziare un cambiamento. Si comincia dal  modo di comportarci, di affrontare le cose della vita che volte inconsapevolmente possono nascondere modi di pensare mafiosi. La mafia non va concepita come un qualcosa che non ci riguarda, o che riguarda solo il sud del nostro Paese. In realtà riguarda tutti. La legalità ha bisogno del rispetto delle regole e tutti dobbiamo iniziare a farlo anche nelle piccole cose, nei comportamenti quotidiani fra amici, con le famiglie e nella comunità".

 

Parlando della sua associazione "Libera" ha detto che "si è battuta per migliorare e rendere operativa la legge che prevede la confisca dei beni alla mafia ed il loro riutilizzo sociale perchè ciò che hanno negato e portato via alle persone deve tornare alla comunità". Ricordato tutte le vittime di mafia ha citato in particolare Don Peppino Puglisi, i magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino del quale ha letto una frase dal suo diario: "Alla fine della vita non ci viene chiesto di essere buoni credenti, ma credibili."

 

"La democrazia e la libertà nel nostro Paese - ha concluso  - hanno bisogno di tutti e per questo occorre promuovere il pieno sviluppo della persona umana. È nostro dovere creare tutte le condizioni affinché le persone  vengano riconosciute nella loro dignità perché non c'è legalità senza uguaglianza. La legalità però non è l'obiettivo, neppure un valore, è un prerequisito per raggiungere uno scopo più grande: la giustizia. Le regole dell'essere cittadini le troviamo nella nostra Costituzione, ed i miei tre punti di riferimento sono il Vangelo, la Costituzione e la dichiarazione  universale dei diritti umani."

 

Don Ciotti ha salutato la platea esortando i giovani con queste parole: "Usate i vostri piedi per camminare insieme, siate curiosi, non fatevi svuotare dentro ma siate capaci di usare la vostra testa". La scuole medie che hanno partecipato all'incontro sono state la Damiano Novello, la Mario Montanari, la Corrado Viali di Sant'Alberto, la Ricci Muratori e la Don Minzoni.

 

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L'evento è stato uno dei momenti più importanti e significativi del progetto "Liberi dalle Mafie - edizione 2011" promosso dall'Istituzione Istruzione e Infanzia del Comune di Ravenna e dall'Associazione Pereira di Bagnacavallo in collaborazione con l'Associazione Libera, il Siulp, Regione Emilia Romagna e il sostegno di Camst e Coop. Adriatica. Il prossimo appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza,  è per la serata di lunedì 7 marzo 2011 all'Almagià, con il magistrato Giuseppe Ayala, il giornalista e scrittore Carlo Lucarelli e la docente Stefania Pellegrini.


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