Ravenna, donazioni di sangue: bilancio di maggio negativo

Ravenna, donazioni di sangue: bilancio di maggio negativo

Ravenna, donazioni di sangue: bilancio di maggio negativo

Periodicamente si richiama l'attenzione al fabbisogno di sangue che il territorio ravennate, in analogia a quello di tutta la Romagna, continua ad avere. Come già comunicato ai Ravennati, questo territorio consuma più sangue di quanto ne raccolga. Per quanto riguarda il fabbisogno minimo di donazioni di sangue intero, maggio è particolarmente sotto al livello soglia. In generale, manca poco per tornare all'autosufficienza rappresentata dalle 2.500 donazioni/mese.

 

"Se nel 2003 - spiegano dall'Ausl di Ravenna - eravamo tra le aziende eccedenti, da allora, il fabbisogno di sangue è andato aumentando enormemente, di circa 1.200 unità l'anno venendo a definire un bilancio in difetto. Il mese di maggio è fra quelli particolarmente carenti e questa carenza fino a metà giugno rende critiche le attività trasfusionali: per questo ci rivolgiamo ai donatori raccomandando di presentarsi a donare, se sono idonei per condizioni di salute e se e' passato il tempo indicato tra una donazione e l'altra. A Ravenna la raccolta rispetto ai consumi ha, in alcuni mesi (marzo e maggio) un bilancio negativo".

 

 

Essere in Area Vasta Romagna ha un valore importante per la compensazione tra i quattro Servizi Trasfusionali, tramite l'emoteca centralizzata a Pievesestina, tuttavia in questo momento le donazioni non sono sufficienti su tutto il territorio regionale. In questi giorni la situazione dell'emoteca dei globuli rossi della Romagna è in grave carenza di Eritrociti di gruppo O Positivo. La presenza di pazienti gravemente traumatizzati con patologia in evoluzione rende particolarmente complessa la risposta alle necessità trasfusionali. Le Associazioni del volontariato sono state da alcuni giorni allertate per la carenza di sangue del gruppo indicato, ma al momento la raccolta risulta ancora assolutamente non sufficiente a ripianare il disavanzo.

 

"E' importante - sottolineano dall'Ausl di Ravenna - che la popolazione attui tutte le possibili procedure per sostenere gli ammalati in questo momento che risulta da anni il più critico (era infatti previsto, come puntualmente si è realizzato che il massimo di crisi iniziasse il 15 maggio ed è previsto che trovi una prima soluzione il 15 giugno). Le Associazioni di volontariato operanti nel ravennate (l'AVIS e la FIDAS-ADVS) e l'AVIS in tutta la Romagna, hanno intensificato quanto più possibile la loro azione promozionale, investendovi molte risorse ma un problema importante è la realtà di donatori che donano una sola volta all'anno mentre il fabbisogno è di almeno due volte/anno e nel periodo di grave carenza quale appunto è questo.

L'attività degli ospedali e i cittadini che si ammalano creano un fabbisogno che non andrà in vacanza e i reparti lavorano ancora a pieno ritmo.Occorre uno sforzo in più ed è questo l'appello che l'Azienda insieme all'AVIS, FIDAS-ADVS rivolgono ai cittadini, per soddisfare esigenze di base della nostra popolazione. Donare sangue non è soltanto generosità, solidarietà, ma un dono che diventa farmaco, indispensabile e spesso salva vita".

 

 

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