Ravenna, dopo la morte sul lavoro lo sciopero blocca il porto

Ravenna, dopo la morte sul lavoro lo sciopero blocca il porto

Il luogo dell'infortunio

RAVENNA - L'astensione dal lavoro proclamata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil della provincia di Ravenna per venerdì ha portato al blocco delle attività produttive nell'ambito portuale e ha fatto registrare una massiccia adesione tra i lavoratori. In particolare i servizi tecnico-nautici (ormeggiatori, rimorchiatori etc), le attività terminalistiche, i lavoratori della compagnia portuale, così come altre attività collegate del settore chimico e metalmeccanico, hanno sospeso ogni attività.

 

Le organizzazioni sindacali confermano l'assoluta priorità al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e ritengono indispensabile che istituzioni, parti datoriali e sindacali lavorino insieme per la piena affermazione di una cultura della sicurezza su cui è indispensabile intervenire, così come sulla corretta applicazione delle tariffe previste nel settore del facchinaggio, per evitare che l'abbattimento dei costi si scarichi inevitabilmente con l'inosservanza delle norme in materia generale del lavoro.

 

I sindacati - in seguito al tragico evento di Ravenna a cui è seguito a distanza di 24 ore un altro incidente mortale sul lavoro nella nostra regione - chiedono che anche la Regione e gli enti preposti alla vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro intensifichino le attività ispettive nei luoghi di lavoro. L'infortunio mortale di Ravenna, che ha provocato il decesso di Diop Gougnao, è il settimo che accade nelle aree portuali italiane nel solo anno 2010. I precedenti infortuni e incidenti hanno visto coinvolti altre categorie di lavoratori e persino turisti.

 

Le segreteria nazionali di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti in una nota evidenziano che il ripetersi di questi tragici avvenimenti ripropone con maggior forza la necessità di definire e rinnovare precisi protocolli per la sicurezza sul lavoro nei siti portuali, estendendoli alla totalità delle aziende e dei lavoratori che operano nell'ambito portuale - con particolare riguardo al rischio da interferenza - e destinandoli anche al rischio dei terzi. "Ma ancora con maggiore urgenza - sottolineano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - occorre l'aggiornamento dei decreti legislativi 272/99 e 271/99 che definiscono le speciali norme di sicurezza in ambito portuale e a bordo delle navi. Già per due anni consecutivi il Governo ha irresponsabilmente prorogato i termini previsti per il loro adeguamento al Testo Unico. Ancora oggi, nonostante che da sei mesi si sia concluso il confronto tra le parti sociali ed i Ministeri competenti per tale adeguamento il Governo non sta procedendo a definirne il percorso e ad emanarlo".

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