Ravenna: economia ferma, la preoccupazione di Confartigianato

Ravenna: economia ferma, la preoccupazione di Confartigianato

RAVENNA - L'economia della regione è ferma. Giunto alla decima rilevazione, l'Osservatorio congiunturale sulla piccola e la media impresa di Confartigianato Federimprese Emilia Romagna, è un'indagine svolta su un campione di ben 900 imprese in regione, con meno di 20 dipendenti. L'obiettivo è il monitoraggio del loro andamento analizzando fatturato, ordini, occupazione e investimenti. L'impressione che si ricava dagli intervistati è quella di economia sostanzialmente ferma con un ridimensionamento delle previsioni di crescita fatte a fine 2007. Unica luce positiva, si guarda invece con un certo ottimismo ai prossimi sei mesi.

 

Il quadro generale. Nel primo semestre 2008 è cresciuto il divario tra le opinioni negative e positive espresse dagli operatori economici sull'andamento della produzione rispetto al semestre precedente (-36,2) con la domanda in calo del -1%. Nel secondo semestre 2008 si prevede un sensibile miglioramento della produzione/domanda, con un progresso vicino al punto percentuale. Anche per quanto riguarda il fatturato si registra un peggioramento rispetto alla seconda parte del 2007 (-1,1%), per un saldo di opinione che esprime una maggiore prevalenza di andamenti negativi (-34,6). Le valutazioni espresse per la seconda parte del 2008 confermano la tendenza al consolidamento del fatturato, anche se oltre la metà degli intervistati non prevede incrementi nel proprio volume di affari. A crescere a spron battuto sono invece i prezzi dei fornitori con un aumento che nel primo semestre è attorno al +6,4%, per i prossimi sei mesi si prevede un ulteriore incremento del +4,3%.

L'occupazione mostra una flessione del -0,8% e per quanto riguarda il futuro prevede nuovi inserimenti quasi un'impresa su 10 con un aumento degli addetti dell'1,1%, mentre ìil 14,7% delle aziende intende ridurre gli organici.

 

Per quanto riguarda gli investimenti le aziende che lo hanno fatto sono passate dal 16% al 17,3%, confermando il trend che vede una minore attività negli primi mesi dell'anno rispetto alla seconda parte dell'anno. In diminuzione risultano gli investimenti per l'acquisto di nuovi immobili (10,3%), mentre si mantengono limitati gli investimenti per la commercializzazione (appena sopra il 7%) e per l'ampliamento della capacità produttiva (3,1%).

Nel primo semestre dell'anno il trend delle esportazioni evidenzia una sensibile flessione con una variazione che si attesta al -2,2% rispetto alla seconda parte del 2007. Le prospettive sono di una crescita dell'1% anche se oltre il 75,2% delle aziende esportatrici non si attende particolari evoluzioni.

 

I settori di attività. Per il comparto manifatturiero si conferma un trend negativo di produzione e fatturato (-0,9% e -1%), in calo anche ordinativi (-2%) e occupazione (0,5%). Segnali di espansione si prevedono nei prossimi mesi con gli operatori del settore che sperano in una ripresa di tutti i principali indicatori. Se si considerano i comparti produttivi, si osserva come le dinamiche negative siano comuni a quasi tutti i settori, ad eccezione della chimica, plastica, vetro e carta che sembra aver reagito in maniera più reattiva alle difficoltà economiche evidenziate a livello regionale. I livelli di produzione e fatturato sembrano essersi ridotti maggiormente nel comparto dei mobili e legno, nel tessile, abbigliamento e concia, nell'elettrica e elettronica e nella meccanica e macchine. Per quanto riguarda i comparti dell'alimentare e del metallo e prodotti in metallo le dinamiche rimangono negative, pur evidenziando opinioni più incoraggianti delle precedenti.

 

Le aziende del settore edile si trovano in una situazione di empasse e dopo le leggere contrazioni di domanda e fatturato registrate nel corso del 2007. Nella prima parte dell'anno si contraggono fatturato e domanda (-1,7% e -1,3%), cala il livello dell'occupazione (-1,6%), mentre aumenta di poco la propensione ad investire (15%). Per la seconda parte del 2008 sono previsti miglioramenti per la domanda (+0,8%) ed il fatturato (+0,9%), mentre la crescita dell'occupazione si attesta allo 0,3%.

 

Di tutti i comparti economici, il settore dei servizi alle imprese è quello che sembra aver reagito meglio alle turbolenze del mercato, nella prima parte del 2008 domanda ed fatturato calano dello 0,3%, la dinamica occupazionale frena (-0,4%), mentre  aumenta il numero di imprese che investe (21,1%). Per i prossimi sei mesi si attendono crescite consistenti di domanda (+1,3%) e fatturato (+1,4%) e si segnala una decisa ripresa sul fronte occupazionale (+3,3%). Le aziende dei servizi alle persone hanno registrato nel corso del primo semestre 2008 una lieve flessione nella domanda e nel fatturato (rispettivamente -0,5% e -0,4%) in leggero miglioramento rispetto a quanto evidenziato nella scorsa rilevazione. In proiezione futura si prospetta una riduzione della domanda (-1,3%), del volume d'affari (-0,4%) e dovrebbe contrarsi anche il numero di occupati (-1,8%).

 

La provincia di Ravenna. Nel primo semestre 2008 si è registrata tra le imprese della provincia di Ravenna un'ulteriore peggioramento seguendo il trend decrescente fatto registrare già nel corso del 2007. Rimangono infatti negativi i saldi per produzione/domanda, fatturato e ordini, sebbene l'occupazione faccia segnare dei saldi di opinione positivi. Le previsioni per il prossimo semestre sembrano fornire un sostanziale equilibrio degli andamenti con qualche possibile nuova assunzione sul fronte occupazionale.

 

La preoccupazione di Confartigianato. Questi dati, riguardanti il nostro territorio provinciale, confermano purtroppo le preoccupazioni ed i segnali di attenzione che la Confartigianato provinciale di Ravenna sta lanciando già da tempo. In questi ultimi mesi infatti, dalle aziende associate giungono molti segnali negativi, inerenti un calo di fatturato in quasi tutti i settori (con una maggiore preoccupazione per il comparto delle costruzioni e quello dell'autotrasporto) ed una diffusa mancanza di liquidità unita ad un allungamento dei tempi di pagamento. In aumento sono anche la difficoltà di accesso al credito ed il costo del denaro.

 

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Dalla Confartigianato ravennate, quindi, viene lanciato un vero e proprio appello rivolto principalmente alle Istituzioni: è necessario prendere atto di questo preoccupante momento della nostra economia per mettere in atto quelle politiche e quelle azioni che possano coadiuvare il nostro tessuto imprenditoriale ad invertire questo trend negativo. Questo si può fare intervenendo appunto rafforzando le politiche di incentivazione e di rafforzamento del sistema dei consorzi fidi da un lato, ma anche ponendo la massima attenzione a ridurre i costi dei servizi e dell'imposizione locale dall'altro. E compiendo un ulteriore sforzo nella direzione della riduzione dei tempi e della complessità della burocrazia.

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