Ravenna, edilizia. Allarme dei sindacati: "Salvare il settore"

Ravenna, edilizia. Allarme dei sindacati: "Salvare il settore"

Ravenna, edilizia. Allarme dei sindacati: "Salvare il settore"

RAVENNA - "Associazioni imprenditoriali e politica sono i grandi assenti nella partita per il rilancio della filiera-casa". È la denuncia delle categorie sindacali Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil della provincia di Ravenna, preoccupate per la crisi dei settori delle costruzioni che sta mordendo duramente anche nel 2011 e che dal 2010 ha già falcidiato in Emilia-Romagna circa 23 mila posti di lavoro. Le organizzazioni sindacali sottolineano anche "l'incapacità delle rappresentanze datoriali di fare sistema e di mettere in campo soluzioni convincenti".

 

Il 2010 sarebbe dovuto essere l'anno della transizione verso la ripresa e la fuoriuscita dal tunnel della crisi. I dati, tuttavia, dimostrano che non è così. Dopo l'iniziativa degli Stati generali nel 2009 e la manifestazione di protesta davanti a Palazzo Chigi dello scorso primo dicembre, che ha visto insieme ancora una volta le organizzazioni sindacali e le associazioni imprenditoriali, le cose non sono cambiate e le promesse sbandierate dal Governo in quelle occasioni non si sono realizzate.

 

"Abbiamo assistito al sostanziale fallimento del Piano Casa - spiegano i sindacati - che nessun beneficio apprezzabile ha prodotto anche nella nostra regione e non si è vista quella politica economica che doveva rivitalizzare l'economia spostando risorse soprattutto verso l'edilizia, tradizionale fattore anticiclico. Facciamo dunque un appello alla responsabilità alla politica e alle categorie economiche. Chiediamo un tavolo con tutte le associazioni imprenditoriali e con la politica perché la protesta non è più sufficiente, i numeri della crisi parlano chiaro: nell'ultimo anno edile, da ottobre 2009 a settembre 2010, si sono perse 154 aziende, pari al 15% del totale delle imprese registrate alla Cassa edile, e 711 posti di lavoro, pari al 13% del totale degli iscritti alla Cassa edile. A ciò si deve aggiungere la cessata attività di un numero elevatissimo di lavoratori autonomi che avevano fatto ricorso alla partita Iva. Un artificio più volte denunciato in passato dai sindacati, dietro al quale si celava una meccanismo ideato negli ultimi anni per abbattere i costi del personale per le aziende. Oggi gran parte di quei lavoratori che hanno aperto la partita Iva sono rimasti senza lavoro e senza alcuna protezione sociale".

 

Gli ultimi dati forniti dalla Cassa Edile mostrano che nel mese di dicembre 2010 le aziende registrate hanno subito un calo, rispetto al dicembre 2009, pari al 6 % a testimonianza che la crisi perdura e sta producendo ulteriori gravi effetti. Ancora più drammatici sono i dati relativi ai lavoratori: nel dicembre scorso si è perso il 10% della forza lavoro. "Oggi servono proposte convincenti di rilancio che finora le associazioni imprenditoriali non hanno saputo fornire - continuano i sindacati - In una congiuntura così drammatica per l'economia, con una perdita di posti di lavoro così rilevante nell'edilizia in particolare, la politica è assente. Nel 2004, quando scoppiò il problema delle delocalizzazione, il mondo politico si impegnò per un rilancio delle attività predisponendo strumenti adeguati. Oggi non è così: i lavoratori sono lasciati a un destino incerto. Sono calati gli investimenti nelle costruzioni, sia nell'edilizia abitativa che nei lavori pubblici. Nell'intero comparto sono andati perduti oltre 250.000 posti di lavoro, circa 23.000 in Emilia Romagna, sono scomparse migliaia di imprese delle costruzioni e dei settori collegati ed è calato pesantemente il mercato delle compravendite di abitazioni e di immobili.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La tendenza attuale e le previsioni anche per il 2011 sono negative. I pochi segnali di ripresa non sono tali da indicare una inversione di tendenza. E' necessario e urgente mettere in atto nella nostra provincia una politica capace di promuovere ripresa, sviluppo e occupazione".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -