Ravenna, Eni si rioganizza. Matteucci: "Vigileremo per evitare il disimpegno"

Ravenna, Eni si rioganizza. Matteucci: "Vigileremo per evitare il disimpegno"

Ravenna, Eni si rioganizza. Matteucci: "Vigileremo per evitare il disimpegno"

La fase di riorganizzazione dell'Eni, il colosso dell'energia che ha un importante insediamento a Ravenna, preoccupa il sindaco Fabrizio Matteucci. "Il nuovo piano industriale di Eni - afferma il primo cittadino - prevede la creazione di tre new company dislocate al nord, al centro e al sud d'Italia, che rappresentano il 15 per cento dell'intera produzione italiana e coinvolgono, complessivamente, 180 persone. Di queste 53 lavorano nella sede di Marina di Ravenna".

 

"L'azienda sta già attuando questo piano con lo spostamento di alcuni dipendenti su altri centri di costo. Questo, come hanno denunciato nei giorni scorsi i sindacati, mettendo in forte difficoltà tutti i lavoratori - dice Matteucci -. Il  25 giugno scorso è stata indetta una giornata di sciopero. Altre due giornate di sospensione dal lavoro programmate  per il 2 ed il 3 luglio scorso, sono state rinviate dopo un incontro che si è svolto a Roma fra le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil ed i vertici dell'azienda. Nel corso del confronto romano  sindacati e azienda hanno infatti deciso di avviare un percorso di approfondimento".

 

"Le parti - prosegue il sindaco - si incontreranno nuovamente il 23 luglio per esaminare i risultati scaturiti dai confronti in sede locale e per individuare le soluzioni ottimali per il personale interessato nella riorganizzazione aziendale nel suo complesso. La decisione di congelare la vertenza in attesa di ulteriori approfondimenti è senza dubbio una scelta responsabile:  testimonia la volontà dei sindacati e dell'azienda di non volere andare a tutti i costi allo scontro, ma di mettersi attorno ad un tavolo a ragionare".

 

"Condivido però tutte le preoccupazioni delle organizzazioni dei lavoratori  in merito alle  ricadute occupazionali, professionali e agli scenari di sviluppo futuro dell'azienda - ammette Matteucci -. La cosa è ancora più preoccupante alla luce del  difficile momento di crisi economica che stiamo vivendo. Eni, da decenni,  è una presenza importante per il territorio ravennate: non vorrei che questa riorganizzazione aziendale nascondesse in realtà un disimpegno nei confronti del nostro territorio che  avrebbe sicuramente pesanti ricadute sulla  comunità  ravennate. Seguiremo il confronto con attenzione e vigileremo  perché la presenza di Eni a Ravenna non venga  indebolita". 

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