Ravenna, evasione nel settore edile: nei guai una famiglia di Russi

Ravenna, evasione nel settore edile: nei guai una famiglia di Russi

Ravenna, evasione nel settore edile: nei guai una famiglia di Russi

RUSSI - Gli agenti della Seconda Compagnia della Guardia di Finanza di Ravenna hanno scovato un nucleo familiare di Russi, impegnato nel settore "edile", in totale evasione fiscale e contributiva. Le indagini sono partite in seguito ad una segnalazione dell'Ispettorato del Lavoro di Ravenna, nella quale era stato comunicato che un imprenditore di Russi faceva ricorso a manodopera irregolare per svolgere lavori in campo edile. I controlli sono stati effettuati a gennaio.

 

Le Fiamme Gialle si sono presentate in un appartamento dove lo stesso abitava nonostante avesse dichiarato, senza informare il Comune, un altro domicilio per esser il meno rintracciabile possibile. L'accesso ha consentito di rilevare, con stupore dei militari, che il domicilio dell'imprenditore segnalato non era altro che una sorta di "sede amministrativa" non solo dell'impresa edile nel mirino dei finanzieri, ma anche di altre due ditte intestate, rispettivamente, alla madre ed al padre del soggetto; una vera e propria "casa dell'evasione".

 

Evadevano tutti; padre, madre e figlio, ovvero tre titolari di partita IVA che si erano limitati, secondo l'accusa, ad assumere, irregolarmente, i lavoratori (senza poi, spesso, provvederne alla relativa retribuzione) ed effettuare lavori edili ed anche lavori di giardinaggio in svariati condomini, evitando qualsiasi comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate, all'Inps, all'Inail, alla Cassa Edile ed al Municipio di Russi.

 

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Insomma, "di fatto" esistevano ma nessuno ne era, formalmente, a conoscenza.  La successiva attività ispettiva, condotta dalla Guardia di Finanza "a tutto campo" ed avvalendosi anche della proficua collaborazione dell'Ispettorato del Lavoro di Ravenna, ha infine permesso di assicurare alla Giustizia Tributaria l'intera famigliola di "evasori totali", constatando un volume d'affari complessivo pari a quasi 800mila euro evasi in tre anni, ritenute d'acconto operate nei confronti dei dipendenti ma non versate all'Erario per oltre 55mila euro ed IVA pari ad oltre 100mila euro nonché l'indebito utilizzo di 23 lavoratori "in nero" e di 4 dipendenti irregolari.

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