Ravenna, facevano prostituire la figlia: coppia in tribunale

Ravenna, facevano prostituire la figlia: coppia in tribunale

RAVENNA – Costringeva la figlia minorenne a vendere il proprio corpo. Una vicenda dai contorni squallidi che risale al maggio del 2000 e che venne a galla grazie ad un indagine condotta dalla Squadra Mobile di Ravenna e dall’Ufficio minori. Le accuse per la madre, una quarantenne ravennate, sono pesantissime: sfruttamento della prostituzione minorile. Indagato con le medesime accuse anche il compagno della donna. Entrambi sono difesi dall’avvocato Carlo Benini.

Secondo le accuse formalizzate dalla Procura, la coppia avrebbe spinto la ragazzina a prostituirsi per poter coprire le spese della famiglia. Una mattina la sorella maggiore aveva infatti sorpreso il letto della più piccola attaccato ad una branda affidata ad un camionista che veniva ospitato dalla famiglia in cambio di soldi. Le indagini della Polizia scattarono in seguito alla testimonianza fornita dal ragazzo della sorella della minorenne che aveva raccolto le confidenze della propria compagna.


La ricostruzione dei fatti è stata avvalorata anche dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla procura. La ragazzina, secondo l’accusa incoraggiata dai genitori, era stata sorpresa anche frequentare la zona della stazione e del Pala De Andrè. La prossima udienza è fissata per marzo.

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