RAVENNA - Fatture false, Guardia di Finanza arresta vicentino 55enne

RAVENNA - Fatture false, Guardia di Finanza arresta vicentino 55enne

RAVENNA – Prosegue l’inchiesta della Guardia di Finanza di Ravenna nell’ambito della lotta contro l’evasione fiscale intercomunitaria e che ha portato lo scorso dicembre all’arresto di quattro persone tra cui il titolare dell’omonima concessionaria d’auto Giuseppe Minardi, fratello di Giancarlo, proprietario della scuderia di Formula Uno che è rimasta nel Circus sino al 2005.

Le fiamme gialle hanno arrestato ad Arzignano, nel vicentino, un uomo di 55 anni, originario di Vicenza e residente in Germania, direttore commerciale di una concessionaria d’auto tedesca che vendeva le auto all’azienda Minardi senza pagare l’Iva.


Con l’arresto del cinquantacinquenne salgono a cinque le persone finite in carcere. A dicembre son finiti in manette un componente del Consiglio di Amministrazione di una fittizia società faentina, il direttore pro-tempore delle vendite della stessa nonché l’amministratore di diritto e quello di fatto delle società “cantiere” di Bassano del Grappa e Castel Bolognese, Giuseppe Minardi e Tiziano Lupinelli, all'epoca direttore della concessionaria 'Giuseppe Minardi & figlio'

Altre 17 persone sono state denunciate per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale ed alla commissione di reati di falso
. Una società faentina, priva di ogni struttura aziendale, nata con il solo scopo di ‘’acquistare’’ le automobili da una ditta tedesca e di rivenderle immediatamente al mercato, ha potuto comprare, dal 2003 al 2004, circa 700 autovetture di varie marche ad un prezzo ridotto del 15% per effetto del mancato pagamento e della conseguente evasione dell’Iva.

Le indagini hanno permesso di individuare ben sei società fittizie con sede a Castel Bolognese, Faenza, Padova, Roma, Nove e Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, che hanno emesso fatture false per oltre 42 milioni di euro. Queste fatture, per un valore di circa 10 milioni di euro, sono state utilizzate dall’impresa romagnola la quale le ha permesso di evadere quasi 2 milioni di euro di Iva. Le rimanenti fatture false sono state utilizzate da altre imprese nazionali, ancora in fase di identificazione.

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Inoltre è stata scoperta un’altra attività fraudolenta, ideata dai responsabili proprio mentre erano già in corso le indagini da parte della Guardia di Finanza. Questa consisteva in un accordo tra il componente del consiglio d’amministrazione della società faentina con un dirigente di una società con sede in Roma, commerciante di una nota marca di autovetture americane, finalizzato alla commissione di reati di falsità ideologica in atti pubblici.

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