Ravenna, feste in spiaggia. Nessuna novità in vista

Ravenna, feste in spiaggia. Nessuna novità in vista

Ravenna, feste in spiaggia. Nessuna novità in vista

RAVENNA - "Di fronte alla positiva  esperienza dell'anno scorso abbiamo deciso di proseguire sulla strada  della promozione di un  divertimento sano e per tutti nei nostri lidi. Abbiamo deciso di riproporre l'ordinanza relativa agli intrattenimenti negli stabilimenti balneari e le misure contro il consumo di cibi e alimenti in vetro e in lattine  negli stabilimenti balneari e in alcune zone di Marina di Ravenna". Lo ha detto Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna.

 

"Lo abbiamo fatto perché, rispetto alle passate stagioni e a dispetto delle polemiche che danneggiano il turismo e dunque spero non siano riproposte, la situazione  a Marina di Ravenna in particolare, è migliorata. Ma non è risolta una volta per tutte.  Voglio ricordare che comunque il Comune di Ravenna ha  la regolamentazione  delle feste in spiaggia  più ‘liberale' d'Italia. Altro che proibizionismo!  Ma  puntare  tutto o quasi sulla ‘cultura dello sballo'  danneggia  l'immagine turistica di una località e il lavoro di quegli imprenditori seri, e sono la  grande maggioranza, che continuano ad impegnarsi  per un sviluppo di qualità di questa località".

 

"Marina di Ravenna - ha detto il Sindaco - deve  rimanere un luogo dove i giovani possano trovare diverse opportunità di divertimento, ma nel rispetto delle regole. Rendiamo nota questa ordinanza adesso, con largo anticipo sull'avvio della stagione balneare, in modo che gli operatori possano organizzarsi".  

 

L'ordinanza che sarà in vigore dal 22 aprile al 15 ottobre 2011 ricalca  quella del 2010.

 

Nei primi quattro giorni della settimana, e precisamente dal lunedì al giovedì, dalle 20 alle 24, e nelle giornate di venerdì, sabato e domenica dalle 18 alle 20, potranno essere effettuati spettacoli  musicali.

 

L'ordinanza prevede poi quattro serate di arte varia dalle 20 alle 24, di  cui una da potersi effettuare nelle giornate di venerdì, sabato e domenica.

 

Stesse regole dell'anno scorso per quanto riguarda anche le serate danzanti: potranno essere due a settimana, di cui una nei giorni fra il lunedì e il giovedì, e  una fra il venerdì e il sabato. L'orario di inizio rimane fissato per le 20 e la conclusione per le 24.

 

Le uniche  deroghe a queste disposizioni sono  previste  in occasione della "Notte Rosa" (venerdì 1 luglio), della serata precedente la festa del Patrono di Ravenna (venerdì 22 luglio), della notte di San Lorenzo ( mercoledì 10 agosto) e delle serate di domenica 14 e lunedì 15 agosto. In queste cinque serate gli stabilimenti balneari potranno rimanere aperti fino alle 3 e, previa autorizzazione, potranno svolgere attività musicali, concerti dal vivo, spettacoli di arte varia e intrattenimenti danzanti.

 

Durante i vari intrattenimenti restano  in vigore i divieti assoluti  di utilizzo di vocalist e della vendita di bevande o alimenti in contenitori di vetro in lattina, fatta eccezione per il servizio al tavolo per l'attività di ristorazione.

 

Lo stesso divieto di vendita di bevande o alimenti in contenitori di vetro e in lattine, resta valido, per quanto riguarda Marina di Ravenna,  per tutti quegli esercizi  che si affacciano lungo il tratto di Viale delle Nazioni compreso fra l'intersezione con via Ciro Menotti e la tabella di inizio del centro abitato che si trova in prossimità dell'intersezione a rotatoria fra Viale della Pace e Viale Cristoforo Colombo. Anche in questo caso, dal divieto è escluso il servizio al tavolo per la ristorazione.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di art
    art

    E' vero, molto è stato fatto per portare Marina ad una accettabile normalità (e a una prospettiva di crescita con un turismo vero, normale e anche redditizio). Ma molto c'è ancora da fare. Le verifiche sui decibel delle feste in spiaggia, che non sono feste al chiuso. Chi abita sul lungomare non ha una sera d'estate, una sola, che non sia tormentata da un fracasso bestiale. E' indispensabile il rumore per il divertimento? E l'Arpa, perché non controlla?

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