Ravenna Festival, alla scoperta della 'Bellezza scientifica' della danza

Ravenna Festival, alla scoperta della 'Bellezza scientifica' della danza

RAVENNA - ‘Ravenna Festival' danza in tutte le lingue del mondo e da tempo le coreografie classiche costituiscono solo un momento dell'ampio cartellone dedicato a quest'arte. Dopo l'esaltante ‘Cinderella' (in replica fino a domenica 12 giugno), il programma propone infatti un'altra punta di diamante della danza inglese, Wayne McGregor con la sua compagnia Random Dance, residente al Sadler's Wells, tempio della danza contemporanea londinese. Sabato 11 giugno alle 21.30 presenterà al Palazzo Mauro De André  il pluripremiato ‘Entity' sulle elettrizzanti musiche di Jon Hopkins e Joby Talbot.


Il colto e spregiudicato McGregor, quarantenne corteggiato dalle maggiori compagnia di danza del mondo, segue da tempo con attenzione la ricerca scientifica contemporanea. Fanatico di computer fin da ragazzo, ha mostrato gli esiti delle proprie sperimentazioni fin da ‘Sulphur 16' (1998) in cui i suoi ballerini si muovevano circondati da figure generate dal computer come in un gioco di scacchi a grandezza umana. 

La sua indagine lo ha poi portato a questa sintesi: "Dall'uomo vitruviano di Leonardo alla Divina Proporzione o Regola Aurea, dalle sequenze di Fibonacci al Modulor di Le Corbusier, c'è tanta matematica in natura, e tanta bellezza nella scienza". Tutto questo è applicabile ‘anche' alla danza?L'artista spiega: "Come coreografo, la mia principale aspirazione è sempre stata la comunicazione di idee attraverso il corpo, il tentativo di comprendere e commentare il mondo in cui viviamo attraverso il linguaggio e le forme della coreografia. La comunicazione coreografica presuppone l'uso del corpo come principale interfaccia per l'assimilazione e la comprensione delle esperienze. È attraverso il corpo che arriviamo a comprendere il mondo, e la mente è parte di questo corpo: i sensi collaborano tra loro per generare emozioni e creare significati. Questo mi ha condotto in modo molto naturale ad una persistente fascinazione per la ‘tecnologia del corpo', nel tentativo di sondare le reali possibilità fisiche e psicologiche di un corpo nel ventunesimo secolo". Questa visione del corpo "più forte, più flessibile, più sano e meglio preparato all'esecuzione di performance fisicamente impegnative e particolarmente ardue" sono alla base di ogni sua creazione. 

Con ‘Entity', poi, la sfida è divenuta più importante ancora, perché il riferimento è alla neuroscienza e alla possibilità che gli studi sui cervelli dei danzatori contribuiscano alla comprensione dei meccanismi del moto umano. Lo spettacolo, esteticamente coerentissimo, è nato per 10 interpreti in costumi minimali in bianco e nero e con musica dal vivo di Jon Hopkins, collaboratore dei Coldplay e dei Massive Attack; e di Jody Talbot (The Divine Comedy, White Stripes), oltre che con l'apporto fondamentale del lighting design raf?natissimo di Lucy Carter e delle immagini video, sul tema del movimento umano e animale, di Ravi Deprees. Su pannelli semoventi le proiezioni creano l'illusione di un universo virtuale del quale vive, poeticamente, anche l'azione scenica. Due pareti traslucide, più una di sfondo, che racchiudono i ballerini nella prima fase e che si sollevano verso l'alto per diventare, nella seconda, super?ci di proiezione per concetti matematici e forme geometriche, con un avvolgente set di led luminosi: ci si può sentire nei territori di ‘Io robot' e della migliore fantascienza, quella che usa linguaggi artistici come lo storico ‘2001: Odissea nello spazio'.  E i danzatori mostrano un'attenzione estremamente precisa a un'in?nità di dettagli e una coordinazione esattamente sincronizzata di ogni parte del corpo, appunto da robot.

Attualmente Wayne McGregor è impegnato su due nuove creazioni: una per il Ballet National de l'Opera de Paris, l'altra per il Balletto del Bolshoj (che vedrà coinvolti i giovani gioielli della compagnia Natalia Osipova e Ivan Vasiliev). Autore delle coreografie dell'ultimo video dei Radiohead (quasi 5 milioni di visualizzazioni in una settimana), ha ricevuto l'incarico di curare la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra del 2012. Lo spettacolo è reso possibile grazie al contributo di Publimedia Italia.

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