Ravenna Festival, chiusura con Beethoven: un omaggio a Von Karajan

Ravenna Festival, chiusura con Beethoven: un omaggio a Von Karajan

Ravenna Festival, chiusura con Beethoven: un omaggio a Von Karajan

Per l'ultimo appuntamento di Ravenna Festival 2008 con la grande musica sinfonica, mercoledì 16 luglio alle ore 21, il Pala De Andrè ospita Kurt Masur che, alla guida dell'Orchestre National de France, affronterà due dei capolavori sinfonici di Ludwig van Beethoven: la Sesta sinfonia in fa maggiore op. 68 e la Quinta sinfonia in do minore op. 67, introdotte dall'Ouverture da Fidelio op. 72. Un'omaggio al grandissimo maestro Herbert Von Karajan nel centenario dalla nascita.

 

Il concerto - reso possibile grazie al prezioso contributo di Confartigianato e Credito Cooperativo Ravennate e Imolese - porterà a Ravenna il famoso direttore tedesco, infoltendo e impreziosendo così la lunga schiera di grandi bacchette ospiti del Festival.

 

Composte tra il 1807 e il 1808 (ma i primi abbozzi risalgono al 1804, mentre Beethoven era impegnato nella composizione dell'opera Fidelio), la Quinta e la Sesta sinfonia sono, assieme alla Terza sinfonia "Eroica" e alla Nona "Corale, i massimi capolavori del sinfonismo beethoveniano, e tra gli esempi più alti del sinfonismo di tutti i tempi. Presentate per la prima volta il 22 dicembre 1808 in uno straordinario concerto fiume durato quattro ore, la Quinta e la Sesta rappresentano due modi radicalmente diversi di affrontare il genere della sinfonia: stringata, incalzante, cerebralissima ma nel contempo estremamente espressiva la Quinta, mentre la Sesta accoglie in sé l'intero universo degli stilemi popolari riferiti alla Natura e al mondo popolare, dalle danze di contadini ai richiami degli uccelli, alle melodie dei corni alpini. Arrivate al grande pubblico per vie diversissime (chi non ricorda Fantasia e Fantasia 2000 di Walt Disney?), le due sinfonie beethoveniane sono state rese in modo scultoreo, tra i primi, dal grande Herbert von Karajan, di cui si commemora quest'anno il centenario della nascita, e a cui il concerto è dedicato.

 

Sul podio, un direttore e un'orchestra che non avrebbero bisogno di alcuna presentazione. Nato nel 1927 a Brieg,

in Slesia, Kurt Masur vanta una carriera sul podio iniziata nel 1955 alla Filarmonica di Dresda, per poi proseguire al Gewandhaus di Lipsia (dove è succeduto a personalità del calibro di Felix Mendelssohn, Arthur Nikisch, Wilhelm Furtwängler, Bruno Walter, e dove ha ricevuto il titolo di "Direttore Emerito") alla New York Philharmonic, la Filarmonica di Israele, oltre a presiedere la Fondazione Mendelssohn e il Beethoven-Haus, e insegnare alla Musikhochschule di Lipsia. Beethoveniano di ferro, nel 1966 ha presentato integralmente le sinfonie del grande genio di Bonn in TV con la Berliner Staatskapelle, le ha poi incise integralmente con l'orchestra del Gewandhaus di Lipsia tra il 1992 e il 1993, e pochi anni or sono ha ripreso in cd la Seconda e la Sesta con l'Orchestre National de France, di cui è direttore dal 2002.

 

L'Orchestre National de France è la prima orchestra sinfonica permanente fondata nel 1934 in Francia, ad opera di Radio France, appunto. Ha suonato sotto bacchette mitiche come Désiré-Emile Inghelbrecht, Manuel Rosenthal, André Cluytens, Roger Désormière, Charles Munch, Maurice Le Roux, Jean Martinon, Sergiu Celibidache, Lorin Maazel, Jeffrey Tate, Charles Dutoit, per citare i soli direttori stabili (ma bisognerebbe aggiungere anche i nomi di direttori come Leonard Bernstein, Pierre Boulez, Sir Colin Davis, Antal Dorati, Eugen Jochum, Igor Markevich, Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Georges Prêtre, Wolfgang Sawallisch, Sir Georg Solti, Jurij Temirkanov, o di solisti quali Martha Argerich, Claudio Arrau, Vladimir Ashkenazy, Yo-Yo-Ma, Yehudi Menuhin, Anne-Sophie Mutter, Sviatoslav Richter, Mstislav Rostropovich, Arthur Rubinstein, Isaac Stern). Forte di una media di almeno settanta concerti all'anno nelle grandi sale parigine, principalmente al Théâtre des Champs-Elysées, ma anche allo Châtelet, la Salle Pleyel, l'Opéra Comique, la Basilica Cattedrale di Saint-Denis, i musei del Louvre e d'Orsay, è impossibile riassumere in poche righe il palmarès di un'orchestra che ha praticamente suonato in tutte la grandi istituzioni musicali dell'intero pianeta, sempre applaudita dal pubblico ed esaltata dalla critica.

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