Ravenna: Festival “I luoghi dello spirito e del tempo 2009”, primo appuntamento

Ravenna: Festival “I luoghi dello spirito e del tempo 2009”, primo appuntamento

RAVENNA - Torna, per la quattordicesima edizione, la rassegna "I luoghi dello spirito e del tempo", organizzata per la Provincia dall'associazione Collegium Musicum Classense con il contributo della Regione, dei Comuni e, da quest'anno, di alcuni sponsor. Primo appuntamento a Voltana, venerdì 17 luglio alle ore 21.

 

Il concerto di apertura si terrà di venerdì (e non di giovedì come è consuetudine per la rassegna) presenta un concerto particolarmente interessante: il Pìvari trio, gruppo di strumentisti modenesi che uniscono esperienze nella musica antica e popolare, si è unito alla Compagnia del Maggio di Frassinoro in una ricerca sul repertorio popolare dell'appennino tosco-emiliano: ne è nato un concerto-evento, "la terra che mi porta", che presenta sonorità d'altri tempi rese vive dalla spontanea forza che emana da una pratica musicale ancora estremamente sentita.

 

Il concerto avrà luogo sul sagrato del Santuario della Madonna dell'Arginino, deliziosa piccola chiesa settecentesca poco fuori dall'abitato di Voltana. In caso di pioggia il concerto si sposta all'interno della chiesa.

 

"Lo scopo principale dei "luoghi dello spirito e del tempo" che ne ha decretato il successo durante tutti questi anni, è il desiderio di offrire a pubblico musiche di non frequente ascolto ma di grande suggestione in luoghi poco noti ma architettonicamente e storicamente di grande interesse" spiega l'assessore provinciale alla cultura Massimo Ricci Maccarini. "Ogni anno pertanto vengono esplorati nuovi monumenti e nuovi repertori, perché il programma risulti sempre più vario e ricco."

 

Come ogni anno ci sono nuovi ingressi e uscite rispetto agli scorsi anni: torna dopo molto tempo Palazzo Grossi di Castiglione di Ravenna; gli altri appuntamenti saranno pievi e santuari di Alfonsine, San Giacomo di Russi, Brisighella, Voltana. I luoghi "profani": cortile di Palazzo Grossi, chiostro del Monte a Lugo, cortile della Rocca di Russi. Presente di nuovo la basilica di San Vitale.

 

Il programma musicale offre come sempre spunti di epoche e contesti diversi: medioevo e barocco, musica popolare e musica colta si susseguono per costruire un percorso che ogni ascoltatore può ricostruire a piacimento. La musica tradizionale irlandese rivisitata dei Birkin Tree fa pendent alla musica popolare italiana del Pivari Trio, al Medioevo dei pellegrini dei Musica Officinalis risponde il Medioevo fantastico del bestiario di Labyrinthus, proposto da Dramsam. Infine un doveroso omaggio a Georg Friedrich Haendel di cui ricorre il terzo centenario dalla morte. Due manifestazioni collaterali arricchiscono quest'anno la rassegna: una masterclass internazionale, che prevede cinque giorni di studio su Semele di G. F: Haendel con maestri di grande esperienza, fra i quali spicca il nome di Nigel Rogers, figura storica del canto barocco. La seconda è una serie di eventi celebrativi di Elia Vannini da Medicina, maestro di cappella del Duomo di Ravenna alla fine del Seicento, organizzati da "I luoghi dello Spirito" e dal comune di Medicina: sono previsti, oltre al concerto del 3 settembre replicato il giorno dopo a Medicina, un convegno con la presenza di musicologi e studiosi del settore e una mostra sulla vita e l'opera del musicista.

 

Info: https://www.racine.ra.it/collegiummc. o contattare lo IAT del Comune di Ravenna, tel. 0544/35404 oppure 0544/482670. Per i singoli eventi è possibile rivolgersi anche agli IAT delle diverse località: Alfonsine 0544/866611, Brisighella 0546/81166, Lugo 0545/38542, Russi 0544/587641

 

 

 

Venerdì 17 luglio - Sagrato della chiesa dell'Arginino, Voltana

Pivari trio e Compagnia del Maggio di Frassinoro - La terra che mi porta: Canti sacri popolari di tradizione emiliana.

 

Il concerto che propongono Pìvari trio e i solisti della Compagnia del Maggio di Frassinoro, ha origine da una ricerca sui canti sacri di tradizione popolare commissionata a Fabio Bonvicini e Mario Nobile dall'Assessorato alla cultura del Comune di Nonantola (Mo).

 

La ricerca si è svolta su due piani: da un lato l'indagine sul campo con registrazioni di riti ancora esistenti e testimonianze di anziani informatori che hanno raccontato e cantato i loro ricordi musicali; dall'altro -consapevoli di inseguire un tesoro in via di definitiva ed inesorabile perdita- lo studio di ricerche svolte da altri studiosi in epoche in cui era ancora viva una tradizione musicale oggi soffocata.

 

Completata la fase di indagine si è posto il problema di come elaborare e riproporre il ricco e suggestivo materiale raccolto: canti di ringraziamento, brani di provenienza liturgica, canti della Passione, melodie schiettamente popolari per i giorni di festa. L'esigenza primaria per Pìvari trio, rispetto al precedente lavoro sui canti e balli del Frignano dal titolo "Passa ripassa", era di trovare delle voci che portassero ancora con sé il segno di una storia musicale antica, comune al repertorio e alle culture reperite durante la ricerca. Qui va posto l'incontro con Marco Piacentini e la Compagnia del Maggio di Frassinoro, che hanno immediatamente aderito al progetto di lavorare insieme all'elaborazione e alla riproposizione del repertorio assemblato nel corso della ricerca. Scelta dei brani, arrangiamenti, strumenti, vocalità, organizzazione del programma, tutto è stato elaborato e discusso insieme per giungere al risultato che viene ora presentato da Pìvari trio e Compagnia del Maggio di Frassinoro.

 

I brani sono stati disposti seguendo il corso dell'anno solare: dalla Befana al Natale. La scelta degli strumenti e gli arrangiamenti -in gran parte curati da Marco Piacentini- sono stati organizzati lungo due filoni tematici: l'uno che potremmo definire da chiesa, con sonorità raccolte ed intime per raccontare i fatti della Passione ed eseguire i brani di provenienza più strettamente liturgica; l'altro -che invece potremmo chiamare di festa- che raccoglie in uno stile più ricco e gioioso i canti delle ricorrenze liturgiche legati alle feste e alle tradizioni popolari, dove il messaggio cristiano si mescola ad antiche feste pagane come nel caso della Befana, o a tradizioni musicali esterne all'ambito religioso come il Maggio drammatico. Ciò che non è stato per nulla toccato, ma anzi riproposto nella sua trasparente autenticità, è il colore, il tono, l'espressione della vocalità dei cantori del Maggio. Come le facce de "Il Vangelo secondo Matteo" di Pier Paolo Pasolini, o la lingua del "Mistero buffo" di Dario Fo, le voci antiche dei maggiarini portano il messaggio di un'altra cultura, di un mondo ormai reperibile soltanto nelle pieghe, nelle oasi di salvezza di un mondo sonoro troppo spesso omologato ad un unico, assordante colore.

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