Ravenna Festival: Neumeier e l’Hamburg Ballett con due prime italiane

Ravenna Festival: Neumeier e l’Hamburg Ballett con due prime italiane

Mercoledì 7 luglio Ravenna Festival apre un'altra finestra sulla danza internazionale ospitando alle ore 21 al Palazzo Mauro de André l'Hamburg Ballett, complesso unanimemente considerato tra i migliori al mondo, diretto, fin dal 1973, dal coreografo americano John Neumeier, e molto atteso in Italia, dove rare e quindi preziose (e sempre acclamatissime) sono le sue presenze.

In programma uno straordinario quanto imponente (tra l'altro sono oltre sessanta i danzatori che si alterneranno in palcoscenico) "hommage aux Ballets Russes" - celebrati in questi due anni dall'interà comunità teatrale in occasione del centenario - attraverso la figura del più idolatrato e controverso dei divi diagjleviani, Vaslaw Nijinsky, ‘nume tutelare' del maestro di Amburgo che oltre ad esserne profondo conoscitore (e collezionista) lo dichiara apertamente ispiratore e stimolo del proprio universo creativo.

La serata - realizzata grazie al prezioso sostegno dell'Autorità Portuale - si aprirà con una coreografia in prima italiana dedicata a Nijinsky, Vaslaw. Il balletto incentrato proprio sull'uomo e artista che ha rivoluzionato l'immagine del maschio che danza nacque in occasione del quinto Nijinsky-Gala del 1979, un tradizionale gala conclusivo del Balletto di Amburgo voluto dal coreografo americano ed ispirato proprio alla figura del celebre e infelice danzatore che Neumeier costantemente indaga fin nell'intimità. Tra i brani del repertorio dei Ballets Russes, riproposti nella versione originale dai ballerini dell'Hamburg Ballett e i loro ospiti, Neumeier pensa a una sua creazione sempre ispirata a quel mondo e sceglie di utilizzare alcune composizioni di Bach, scelte dallo stesso Nijinsky per il progettato balletto rococò, che avrebbe dovuto seguire, nelle intenzioni di Diagjlev, Le Sacre du Printemps e che invece l'inaspettato matrimonio di Vaslav con Romola e il conseguente "ripudio" da parte di Diagjlev doveva per sempre far tramontare. Neumeier abbandona però gli orpelli barocchi per proporre un balletto astratto composto per un piccolo gruppo di prestigiosi solisti, fatto di immagini astratte, essenziali, dai gesti, posture e legati del balletto da cui riecheggiano frammenti di coreografie danzate e coreografate da Nijinsky"creare pura danza come la musica di Bach è puro suono".

Le coreografie ispirate a Nijinsky continuano con il passo a due interpretato dai giovani talenti del balletto di Amburgo, Hélèn Bouchet e Thiago Bordin - di recente laureati come migliori interpreti dell'anno con il prestigioso Prix Benois - un'altra prima italiana Nacht und Echo creata per il Nijinsky-Gala dello scorso anno, su musiche di Igor Markevitch.
La prima parte dello spettacolo si chiuderà con Après Midi d'un Faune che Neumeier crea nel 1996 per Vladimir Derevianko, Laura Contardi e Raymond Hilbert del Dresden Ballett. Ancora una volta la rimembranza di Nijinsky, con tutta la forza della sconvolgente innovazione coreografica e dell'audacia erotica della sua prima coreografia risuonano nell'ispirazione dell'autore. Della celebre, scandalosa creazione nel 1912 , nella quale Nijinsky, sulla scia dell'omonimo poema di Stéphane Mallarmé, traduceva in una danza essenziale ma di straordinaria sintesi espressiva, l'istintivo risveglio sensuale della mitica creatura, appaiono, anche, alcuni iconici gesti: l'inconfondibile postura delle mani, certe pose in profilo. Si tratta tuttavia di brevi flash "tematici" in una partitura coreografica e drammaturgica nella quale si riconoscono invece le predilezioni poetiche del coreografo americano: il conflitto interiore tra ragione e sentimento; il desiderio di riconquistare una "vita di natura"; la nostalgia per un'età della vita in cui prevaleva l'emozione e, appunto, l'istinto. 

Si ritorna infine agli anni giovanili di Neumeier, al 1972, per Le Sacre. Ancora un titolo legato ai Ballets Russes e a Nijinsky - la cui coreografia fu tacciata, alla prima parigina del 1913 di "crimine contro la grazia". Neumeier  affronta senza timore referenziale un caposaldo musicale e coreografico del Novecento, attraverso una interpretazione dolente e virulenta della musica di Stravinsky: "la partitura mi ha talmente affascinato - racconta infatti - non solo intellettualmente, ma proprio a livello emozionale e addirittura motorio, che è stato proprio per i movimenti che sento dentro di me quando ascolto questa musica che ho voluto tentare l'avventura. Solo in seguito sono venute tutte le risonanze di ciò che avevo letto e vissuto". 

Un excursus sui balletti russi e sul suo più grande protagonista ma anche un viaggio attraverso la maturazione artistica del grande coreografo americano che con i suoi lavori rivela la necessità di sviscerare gli istinti, le irrequietezze e le turbolenze dell'anima. Coreografie che parlano senza parole, lavori che creano un'alchimia tra autore e interprete e interprete e spettatore, arrivando a suscitare sensazioni inesprimibili. "Mi ha sempre affascinato pensare che la danza sia l'unica ad avere allo stesso tempo l'uomo come soggetto e come strumento"-  afferma John Neumeier - "così, quando coreografo, ciò che mi interessa maggiormente è l'analisi delle relazioni umane e la tecnica diventa perciò semplicemente il mezzo per arrivare alle emozioni".

Biglietti: da 12 a 52 euro (ridotti da 10 a 48 euro)
Info 0544 249244 - www.ravennafestival.org 

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