Ravenna Festival, suoni dall'Islanda alla Rocca Brancaleone

Ravenna Festival, suoni dall'Islanda alla Rocca Brancaleone

Anche la variegata scena delle indie-rock e della nuova elettronica è protagonista di Ravenna Festival che, per il secondo anno consecutivo, propone ‘Weird Tales-Stregonerie sonore': quattro appuntamenti, tutti alla Rocca Brancaleone, realizzat in in stretta collaborazione con Bronson Produzioni. Fin dal titolo si riprende la modalità di narrazione sonora già indagata nella leggendaria stagione della psichedelìa e del ‘krautrock' per raccontare nuove storie e viaggi che costituiscono altrettante ‘uscite dal mondo', come le definiva Elémire Zolla, ovvero uno fra i temi fondamentali dell'universo della fiaba.

 

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Si parte con Ólafur Arnalds, giovanissimo ma già universalmente acclamato protagonista della ricchissima scena musicale islandese, protagonista del concerto in programma lunedì 27 giugno (ore 21.30). Ólafur è tra l'altro il primo musicista islandese che sia mai stato invitato a Ravenna Festival, e il suo universo sonoro è davvero 'favoloso' costituito com'è da ammalianti sortilegi sonori che rapiscono l'ascoltatore trasportandolo in un universo parallelo illuminato dai riflessi fatati dell'aurora boreale.

Classe 1986, originario di Mosfellsbær, piccolo comune a pochi chilometri di distanza da Reykjavík, Ólafur Arnalds è stato batterista nelle band hardcore/metal ‘Flighting Shit' e ‘Celestine',  a partire dal 2003. Ha suonato anche banjo, chitarra e piano per il progetto solista ‘My Summer as a Salvation Soldier'. Nel 2004 Arnalds compone e registra l'Intro e due Outro per l'album ‘Antigone', della band tedesca Heaven Shall Burn. Nel 2009 ha creato una serie di sette canzoni, una al giorno nell'arco di una settimana, che ha pubblicato attraverso il sitowww.foundsongs.erasedtapes.com, rendendole subito disponibili gratuitamente sul sito stesso. Le canzoni sono state poi raccolte nell'EP ‘Found Songs'. Nel 2010, è uscito il suo nuovo album intitolato ‘And They Have Escaped the Weight of Darkness' (‘e sono fuggiti dal peso dell'oscurità'). 

L'artista dipinge un mondo fatato e magico, fatto di lievi tocchi di pianoforte su un'algida ma allo stesso tempo avvolgente campitura di eteree basi elettroniche e sonorità d'archi. Il suo universo sonoro ha fatto conoscere l'Islanda musicale in tutto il pianeta, dalle suite senza fine di Sigur Ros e Mùm, alle ricerche raffinatissime costruite dagli archi e da flebili echi elettronici, che rimandano alla scuola di Johann Johannsson e Peter Broderick, fino al puro classicismo del pianoforte che poi è il vero protagonista della musica di questo visionario compositore post classico. Musica classica e pop possono essere la stessa cosa: in alcuni casi le due anime, solo all'apparenza così lontane, si toccano, si muovono insieme in un magmatico, dolcissimo incanto.

Gli altri appuntamenti della rassegna vedranno avvicendarsi Moritz von Oswald (29 giugno) in esibirà in trio con Vladislav Delay e Max Loderbauer; an/bb, sigla che rimanda al sodalizio tra Alva Noto e Blixa Bargeld (3 luglio). Concluderà la rassegna (4 luglio) una nuova produzione del Festival che vedrà interagire il regista ravennate Yuri Ancarani, con il chitarrista americano Stephen O'Malley.

Info 0544 249244 - www.ravennafestival.org
Biglietti da 12 euro (10 ridotto)
"I giovani al festival": fino a 18 anni 5 euro, fino a 26 anni ‘ridotto'.

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