Ravenna Festival, un viaggio con gli 'esploratori' della tastiera

Ravenna Festival, un viaggio con gli 'esploratori' della tastiera

Ravenna Festival, un viaggio con gli 'esploratori' della tastiera

RAVENNA - In attesa di quello conclusivo tra Herbie Hancock e Lang Lang, Ravenna Festival propone un altro confronto pianistico inedito e di grande interesse, ossia quello tra l'olandese Misha Mengelberg e l'inglese Joanna MacGregor che giovedì 9 luglio concluderà alla Rocca Brancaleone (ore 21.30) la rassegna dedicata agli ottantotto tasti "Bianco Nero Piano Forte". Costo del biglietto (ingresso non numerato) 12 euro, per info e prenotazioni: www.ravennafestival.org.

Misha Mengelberg rappresenta una vera e propria leggenda vivente dell'avanguardia musicale europea con il suo pianismo radicale, pirotecnico, provocatorio (e mai consolatorio), corrosivo come vetriolo, mixer e centrifuga di tutto ciò che il pianoforte rappresenta in un ambito musicale privo di confini. Ogni suo concerto è un evento totalmente imprevedibile, un'avventura dell'ascolto per veri e propri ‘viaggiatori' musicali amanti dell'imprevisto e nemici di ogni routine. A ciò si  aggiunge il confronto, il dialogo a distanza con l'altrettanto avventurosa e impavida Joanna MacGregor il cui programma appositamente concepito per il Ravenna Festival si dipanerà come un itinerario nel tempo (da Bach e Egberto Gismonti) e nello spazio (dalla Russia al Brasile).

Nato a Kiev nel 1935 da madre tedesca, arpista, e padre olandese, Misha Mengelberg, compositore, pianista e direttore d'orchestra (a sua volta nipote del grande direttore d'orchestra Willem Mengelberg), e si stabilisce in Olanda alla fine degli anni Trenta. Mengelberg rappresenta un "caso" decisamente interessante, sia per la complessità delle esperienze formative sia per l'originalità dei risultati ai quali poi perverrà, che lo faranno assurgere a figura storica della scena improvvisativa degli anni '60. L'entrata al Royal Conservatory di Hague, dove si diplomerà nel 1964, è un passo decisivo, accompagnato da una spiccata attrattiva verso musiche distanti dal mondo strettamente accademico: nello stesso anno (1958) in cui si iscrive al Conservatorio conosce John Cage; in seguito (1962-1963) aderisce al movimento artistico Fluxus. E poi c'è il jazz, scoperto grazie a Duke Ellington e, soprattutto, Eric Dolphy, il cui ultimo album in carriera, "Last Date", rappresenta per Mengelberg, che vi compare,l'esordio discografico. Altre divengono però in breve le principali figure di riferimento, entrambi pianisti e compositori di marcata personalità, sfuggenti a precise correnti stilistiche: Thelonious Monk e Herbie Nichols. In quel momento la scena jazzistica olandese si distingue dalle altre per un radicalismo espressivo che ingloba chiari elementi teatrali, performativi, intrisi di una componente di dissacrante ironia, e il pianista Mengelberg è tra le personalità cardine attorno alle quali tutto si svolge. Negli anni Settanta incide in trio con Han Bennink ed il sassofonista sudafricano Dudu Pukwana o il suonatore di strumenti ad ancia tedesco Peter Brötzmann, oltre che in duo con Eeko, il pappagallo di sua moglie (se ne trova prova nel lato B di una registrazione live con Dolphy). Mengelberg è poi, insieme a Willem Breuker, uno dei principali artefici del "teatro musicale" olandese, caratterizzato da abbondanti dosi di assurdo, umorismo e improvvisazione. A tutt'oggi Mengelberg continua a dirigere la ICP Orchestra, una band di dieci elementi con la quale si esibisce in tutto il mondo e che riunisce tutti i suoi interessi.

Pianista eclettica ed innovativa, anche Joanna MacGregor da sempre cerca di abbracciare più generi musicali sfuggendo a qualsiasi categorizzazione. Si è esibita in oltre 60 paesi affiancando, spesso in qualità di solista, le più rinomate orchestre internazionali. Tra queste ricordiamo la New York Philharmonic, la London Symphony Orchestra, la Sydney Symphony Orchestra, la Netherlands Radio Orchestra, la Oslo Philharmonic Orchestra e la Chicago Symphony Orchestra. Ha inoltre collaborato con alcuni dei maggiori direttori quali Pierre Boulez, Sir Simon Rattle, Sir Colin Davis e Michael Tilson Thomas, e ha eseguito, in prima assoluta, alcune importanti composizioni dei più diversi autori, da Sir Harrison Birtwistle e Django Bates a John Adams e James MacMillan. Nel 2002 la MacGregor debutta come direttore d'orchestra e da allora dirige regolarmente i propri progetti orchestrali, tra cui un programma interamente dedicato a Mozart con la Royal Philharmonic Orchestra ed uno dedicato a Bach con la Hallé Orchestra. Il suo interesse per l'educazione musicale si concretizza nella pubblicazione di una serie di libri di musica per bambini, Piano World, acclamata come "serie per il nuovo millennio". Dal 2006 è Direttore Artistico del Bath International Music Festival.

Il suo programma, che apre la serata, ne testimonia l'eclettismo, prendendo le mosse da Bach, di cui esegue due Preludi e Fughe dal Clavicembalo ben temperato, e prosegue con altrettanti Preludi e Fughe di Dmitrij Šostakovic, che all'opera del grande contrappuntista tedesco si ispirano. Per poi passare ad una piccola raccolta di famosi pezzi di compositori brasiliani - il Preludio n. 1 di Heitor Villa-Lobos, il "Canto de Ossanha" di Baden Powell e Vinicio de Moraes, e "Frevo" di Egberto Gismonti - da lei stessa arrangiati. Ed infine concludere con alcuni tango di Astor Piazzolla, rielaborati a partire dai più recenti ed inediti spartiti del compositore argentino che la MacGregor ha avuto occasione di conoscere partecipando al tour del Quinteto Piazzola.

 

Info e prenotazioni: 0544 249244 - www.ravennafestival.org
Biglietti (ingresso non numerato): euro 12.

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