Ravenna: Finanziaria, tutta la preoccupazione di Matteucci

Ravenna: Finanziaria, tutta la preoccupazione di Matteucci

RAVENNA - "Pesanti ripercussioni sui Comuni, peggiori di qualsiasi aspettativa". È il commento del sindaco Matteucci e dell'assessore al bilancio Cassani dopo l'approvazione alla Camera della legge Finanziaria che ora passa al Senato per la conversione in legge.

 

"Il piano Tremonti è ormai legge - dicono Matteucci e Cassani - quindi non parliamo più di ipotesi, che speravamo emendabili, ma di certezze.  E sono brutte notizie, quelle che apprendiamo dai dati ormai ufficiali e riportando quei dati al bilancio comunale di Ravenna. 

Ci sono, innanzitutto, due ordini di problemi entrambi gravi. Il primo riguarda il bilancio comunale 2008, su cui vengono confermate le pesanti incognite rispetto ai trasferimenti dello Stato che già avevamo denunciato nelle scorse settimane. Per il 2008, mancano 1 miliardo e mezzo di euro di trasferimenti destinati ai Comuni. Per Ravenna la cifra si traduce a 3 milioni e mezzo di euro in meno di trasferimenti già messi in bilancio dal nostro Comune".

 

"Ovvero - proseguono - c'è il rischio concreto lo Stato non ci darà un'ingente somma che invece ci spetta. I trasferimenti, al momento scomparsi dal bilancio statale, riguardano: il rimborso sull'Ici prima casa; il ripristino del decreto Visco-Bersani, legato al riclassamento di alcune categorie di immobili; il ripristino del taglio dei "costi della politica", taglio decisamente sovrastimato rispetto alla realtà virtuosa del nostro Comune".

 

"E la notizia più grave non è questa. La notizia più grave è la forma definitiva assunta dal patto di stabilità, che la Finanziaria del Governo mette nero su bianco. Il Comune di Ravenna dovrà migliorare, nel prossimo triennio, il saldo di bilancio del 2007, l'anno in cui siamo stato obbligati - per contribuire al risanamento dei conti pubblici statali - a migliorare un saldo di bilancio già positivo. Nel 2007 per mantenere gli impegni del patto di stabilità, il nostro Comune fu costretto infatti a dimezzare gli investimenti e a triplicare l'addizionale Irpef locale. È rispetto a quell'annus horribilis, che nel prossimo triennio ci viene chiesto di migliorare ancora i conti. Una vera e propria missione impossibile. Per essere chiari: nel 2009 potrebbero esserci le stesse incognite sui rimborsi di cui parlavamo prima, e di certo dovremo migliorare il saldo di bilancio - rispetto al 2007 - del 48%! Ma non è tutto, perché nel 2010 dovremmo migliorarlo del 97% e del 165% nel 2011. Tradotto in numeri significa che nel triennio dobbiamo migliorare il saldo di 21 milioni 445mila euro. Parliamo di 6 milioni 238mila euro nel 2009. Di altri 6 milioni 238mila euro nel 2010 E di 8 milioni 838mila euro nel 2011".

 

"La situazione è drammatica. Ma ai ravennati facciamo una promessa: non aumenteremo le tasse. Questo significa tagliare le spese: dovremo spendere di meno sia sulla parte corrente che sugli investimenti. Non è una buona notizia. Perché a Ravenna non ci sono sprechi, non ci sono spese "ornamentali". Siamo uno dei comuni meno indebitati d'Italia: recentemente anche il Sole 24 ore lo ha messo nero su bianco, e crediamo che l'autorevolezza del quotidiano non lasci spazio a grossi dubbi. Da anni stiamo assistendo a una gravissima penalizzazione dei comuni italiani" proseguono sindaco e assessore.

 

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"Sono i comuni - concludono - che in questi anni hanno dato il maggior contributo per migliorare i conti dello Stato. Oggi siamo in una situazione paradossale, e protestiamo fortemente contro il quadro che si è delineato. È una vessazione insopportabile. Inammissibile. Noi difendiamo Ravenna, i suoi cittadini e le famiglie.  Faremo di tutto per non far ricadere sui ravennati i pesanti tagli del Governo".

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