Ravenna, fotovoltaico. Il presidente della Provincia si appella a Napolitano

Ravenna, fotovoltaico. Il presidente della Provincia si appella a Napolitano

Ravenna, fotovoltaico. Il presidente della Provincia si appella a Napolitano

RAVENNA - Nuove regole sul fotovoltaico: a rischio attività e investimenti per gli enti locali. Il presidente della Provincia, Francesco Giangrandi, in accordo con i presidenti delle Province, afferma che "la preoccupazione è forte. Il rischio, stante la retroattività di alcuni articoli, è di compromettere attività e investimenti sia nel settore pubblico che in quello privato, con gravi danni all'economia, agli Enti Locali e alla diffusione delle energie rinnovabili, tanto che gli stessi operatori del settore hanno rivolto un appello al Presidente della Repubblica".

 

"Tale appello, a cui ci associamo, solleva un vizio di illegittimità e richiede di riportare il termine di scadenza al 31 dicembre 2013".

 

"Il pericolo concreto - prosegue Giangrandi - se non si pongono in atto misure correttive, che auspichiamo vengano rapidamente apportate, a garanzia di quanto già contrattualmente operante, è il blocco dei finanziamenti da parte di istituti di credito anche per opere già appaltate con lavori in corso. Gli enti locali avranno entrate minori con problemi molto pesanti e con ripercussioni sui bilanci dei prossimi 20 anni. Per i privati si prospetta, stante le condizioni poste dal decreto, il blocco dei lavori e, in caso di concessioni ed autorizzazioni rilasciate anche dalle Province, un forte rischio di contenzioso dove le gare sono già state fatte ed i lavori iniziati".

 

"Occorre pertanto - sottolinea il Presidente Giangrandi - che le opere già appaltate mantengano le tariffe vigenti al momento dell'inizio dei lavori, fino alla fine dell'anno, e garantire che l'Enel, o altro gestore, attivi entro questo termine, le necessarie connessioni questi impianti con la rete elettrica e qualora ciò non sia possibile, richiedere una proroga di almeno altri tre mesi".

 

"Il testo del nuovo decreto - prosegue Giangrandi - nell'affermare che cambieranno le tariffe e che le stesse saranno stabilite entro il 31 maggio, con altro decreto e senza precisare a quanto ammonteranno le riduzioni prospettate, crea un ulteriore blocco delle iniziative e danno alle amministrazioni, in un momento economico dove opere e lavori sono basilari per far ripartire l'economia. Infine - conclude il Presidente -occorre favorire la Green Economy e non penalizzarla con leggi che non danno certezza, ne minano le fondamenta e creano un clima che danneggia l'economia e compromette seriamente lo sviluppo".

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