Ravenna, fotovoltaico sul tetto del circolo 'Casadei-Monti' del PD

Ravenna, fotovoltaico sul tetto del circolo 'Casadei-Monti' del PD

RAVENNA - Mercoledì sera si è svolto, davanti ad un pubblico numeroso, l'incontro organizzato dal Circolo "Casadei-Monti" del PD per l'inaugurazione dell'impianto fotovoltaico allestito sul proprio tetto. Il Partito Democratico insieme alla cooperativa nuova Unità, ha studiato un piano che prevede altre installazioni nei circoli della provincia, la cui realizzazione è, ad oggi, purtroppo messa in discussione dal famigerato "decreto Romani".

 

La serata di ieri ha offerto spunti importanti che il Partito Democratico di Ravenna vuole sviluppare appieno, assumendosi tutte le proprie responsabilità. Il PD intende affrontare senza titubanze la rivoluzione energetica che, nella più totale immobilità del nostro governo, si sta dispiegando in tutto il mondo progredito. Questa rivoluzione, già certificata nei piani energetici della UE, prevede chiaramente la totale inutilità del nucleare da fissione oggi prospettatoci per la produzione di energia elettrica, e pone al primo posto lo sviluppo della produzione da fonti rinnovabili. Prima del "decreto Romani" era ipotizzabile l'installazione, in Italia, di circa 7 GW di potenza da fonti rinnovabili nel solo 2011. Questa potenza, ripetiamo, impiantata nel solo 2011, avrebbe permesso di produrre una quantità di elettricità pari a quella prodotta da una delle quattro centrali nucleari previste dal piano nucleare Bossi-Berlusconi-Tremonti. In altre parole, quattro anni analoghi al 2011 avrebbero permesso di rendere "inutili" le centrali Bossi-Berlusconi-Tremonti. Alla luce di questi dati appaiono meno oscure le motivazioni che possono aver indotto la formulazione del "decreto Romani" e, incalzati da Fukushima, una "moratoria nucleare" che ha tanto il tanfo di mossa anti-referendaria.

 

Ieri sera il PD di Ravenna ha voluto ribadire, per bocca del Sindaco Matteucci e del vice-Presidente della Provincia Claudio Casadio, il suo no fermo al nucleare. Contemporaneamente, Matteucci e Casadio hanno espresso la loro vicinanza a quegli imprenditori e a quelle centinaia di lavoratori che questo governo e la sua sciagurata politica energetica stanno mettendo in ginocchio proprio con il "decreto Romani".

 

"Infine, ma non per ultimo, è bene ricordare che le scelte del governo Bossi-Berlusconi-Tremonti, ci allontanano dagli obbiettivi del "20-20-20" e questo vuol dire che, a partire dal 2012, dovremo pagare agli altri Paesi della UE multe acquistando energia elettrica prodotta, ad esempio dalla Germania, da "fonti rinnovabili".

 

"Per cercare di resistere alla retromarcia innestata dal governo Bossi-Berlusconi-Tremonti, il Partito Democratico di Ravenna ritiene che si debbano sviluppare appieno tutte le possibilità del nostro territorio, puntare fortissimamente sul risparmio e, cosa che ancora non trova sufficiente spazio nel dibattito generale, sviluppare il termico da rinnovabili a bassa temperatura e la produzione di bio-metano da immettere direttamente in rete. Perché tutto questo possa avvenire, si deve puntare al coinvolgimento di tutte le componenti della nostra società e ricercando equilibri che sono tutti da inventare perché nuovi.  Perché questo sia possibile dobbiamo sviluppare meccanismi di corresponsabilità diffusa e compartecipazione allo sforzo. Queste sono le linee guide che il Partito Democratico di Ravenna si è dato e offre ai propri amministratori in tema di politiche energetiche. Queste sono le politiche che il Partito Democratico vuole condividere con i propri concittadini nei prossimi anni".

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