Ravenna, gli artigiani sul credito: "Abbiamo messo il dito nella piaga"

Ravenna, gli artigiani sul credito: "Abbiamo messo il dito nella piaga"

Ravenna, gli artigiani sul credito: "Abbiamo messo il dito nella piaga"

RAVENNA - Non si placa la polemica innescata dagli artigiani della Cna sui cambiamenti delle condizioni di accesso al credito per molte piccole e medie imprese. "E' vero, c'e' una buona presenza e sostegno da parte delle banche locali, ma abbiamo anche riscontrato attenzione da parte di quelle nazionali", cerca di stemperare direttore provinciale Natalino Gigante. Le polemiche, pero', sono segno "che abbiamo messo il dito nella piaga", continua Gigante.

 

Dopo l'allarme lanciato solo qualche giorno fa sulle modifiche delle condizioni di erogazione del credito alle imprese, che ha messo l'uno contro l'altro il mondo dei medi istituti territoriali e quelli dei colossi nazionali come Unicredit, la Cna butta acqua sul fuoco. Sul credito "c'e' bisogno di piu' apertura- esorta- perche' se non si mette in moto il denaro tutto diventa molto piu' difficile".

 

 

A oggi le richieste sono cresciute del 32%, pari a 1137 pratiche "gia' lavorate o da lavorare". Monetizzando, da giugno 2008 l'importo complessivo e' passato da 48 milioni a 72. Ma apreoccupare l'associazione e' come le aziende hanno intenzione di spendere quei soldi: "Circa il 56% delle richieste v anno a interventi sulla liquidita' e sulla gestione di cassa", riferisce il direttore. In una parola, al "consolidamento" delle attivita' anziche' all'innovazione.

 

Lo testimonia anche il fatto che calano gli investimenti, in particolare sui macchinari, "e quando la

piccola impresa molla su questi e sulle maestranze- rileva Maurizio Gasperoni dell'area economica dell'associazione- vuol dire che siamo sull'orlo della chiusura".

 

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