Ravenna, gli operai forestali incrociano le braccia

Ravenna, gli operai forestali incrociano le braccia

Foto tratta dal web-39

RAVENNA - Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno proclamato una giornata di sciopero per il 17 settembre e una seconda giornata di sospensione dal lavoro con manifestazione a Roma per il prossimo 6 ottobre. Lo sciopero riguarda gli operai forestali con contratto privato, dipendenti dal Corpo Forestale dello Stato, e non il personale in divisa. "Da alcuni mesi - dicono i sindacati - chiediamo un incontro al ministro dell'Agricoltura  Galan per cercare di trovare una soluzione"

 

La vertenza che si protrae ormai da circa 4 anni e che riguarda il rinnovo del protocollo aggiuntivo (contratto di secondo livello).


In provincia di Ravenna i lavoratori interessati dalla vertenza sono oltre 30 e operano nelle stazioni di Casalborsetti, Marina di Ravenna, Cervia e Punta Marina.


"Lo scorso 2 settembre - si legge in una nota - le tre organizzazioni sindacali sono state ricevute dal Capo di gabinetto del ministro e dal comandante del CFS, i quali non hanno fatto altro che ribadire l'impossibilità di poter soddisfare le pur legittime richieste dei lavoratori in questione. Vorremmo che finalmente qualcuno ci dica come è possibile che dopo tutto questo tempo (parliamo di anni) nessuno si sia preoccupato di dare una risposta anche parziale ai bisogni dei lavoratori che  quotidianamente svolgono i compiti assegnati (che non riguardano il personale in divisa) come curare i vivai, accudire gli animali, tagliare gli alberi, spegnere gli incendi, pulire, eseguire opere di muratura, falegnameria o elettriche. Questi lavoratori si trovano da tempo di fronte a stipendi  bloccati e uno sviluppo professionale che non offre sbocchi e non si riesce a chiudere un contratto che aiuti a migliorare le condizioni di lavoro e le relazioni sindacali".


"La crisi economica che ha colpito l'economia mondiale e quindi anche l'Italia, non può essere la pregiudiziale che nega ai lavoratori ogni diritto. La buona volontà dei sindacati e di questi lavoratori è stata ampiamente dimostrata; è giunta l'ora che qualcuno risolva questa vertenza e ridia "dignità" al lavoro di queste persone. Al tempo stesso chiediamo al ministro Galan, di prendere conoscenza di questa vertenza e di occuparsi personalmente di questa triste vicenda".

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