Ravenna, i commercianti chiedono la moratoria sui centri commerciali

Ravenna, i commercianti chiedono la moratoria sui centri commerciali

Ravenna, i commercianti chiedono la moratoria sui centri commerciali

RAVENNA - La Confesercenti chiede ai Comuni del ravennate di non dimenticare il commercio nei bilanci. E di approvare una moratoria sui nuovi centri commerciali. Molte altre sono le richieste dei commercianti, anch'essi colpiti duramente dalla crisi economica, tra cui non alzare le tasse. Lo fa in una lunga nota firmata dal presidente provinciale Roberto Manzoni alla vigilia dell'approvazione della manovra economica da parte di molti enti locali.

 

"I bilanci del 2010, le politiche e le azioni delle istituzioni locali, pur in un contesto difficile, devono dare nuove risposte e maggiori interventi anche verso il lavoro autonomo, commercio per primo", scrive Manzoni. "Se da un lato servono misure nazionali e non solo per sostenere  l'economia e i consumi, misure che a tutt'oggi non sono state assunte, dall'altro anche a livello locale sono necessarie misure straordinarie atte a sostenere le imprese in difficolta' nel settore". E "parliamo di segnali concreti verso le imprese di settori che vivono in questo momento gli effetti piu' duri della crisi e faticano a vederne ancora una via d'uscita".

 

   Fermi restando "l'importante e maggiore sostegno garantito alla Cooperativa di Garanzia e i progetti di valorizzazione commerciale previsti ed in itinere, la Confesercenti chiede alle istituzioni locali, di mettere in campo nuove e straordinarie misure di interesse comunque generale, utili nel breve periodo come segnale concreto di attenzione e soprattutto a fronteggiare il momento difficile".

 

Confesercenti in particolare chiede di  ridurre l'imposizione locale sulle attivita' che esercitano nelle

localita' sotto ai 3.000 abitanti; non aumentare l'imposizione locale sulle imprese; impegno dei Comuni e della Provincia a non incrementare la Tia sulle imprese e "a rivedere l'iniquita' attuale del peso tariffario a carico delle aziende rispetto al domestico". E per i titolari di attivita' costrette alla chiusura "chiediamo 'ammortizzatori sociali' almeno della durata di un anno". Ancora, "riduzione della tassa sull'occupazione di suolo pubblico per gli operatori su aree pubbliche e per gli esercizi che animano il territorio riducendola a chi adotta i dehors esterni; l'esenzione dai tributi locali per le nuove imprese almeno per un anno e nelle aree interessate da lavori e cantieri;lavorare per un accordo con le associazioni dei proprietari per rendere piu' flessibile il contratto di affitto".

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