Ravenna: i piccoli industriali dell'Api bocciano la moschea alle Bassette

Ravenna: i piccoli industriali dell'Api bocciano la moschea alle Bassette

Ravenna: i piccoli industriali dell'Api bocciano la moschea alle Bassette

RAVENNA - Sulla moschea di Ravenna, i piccoli e medi industriali della provincia la pensano come l'opposizione: le Bassette, zona artigianale della citta', non e' il posto piu' adatto. La posizione emerge da un sondaggio fatto fra gli associati che lavorano nei dintorni del previsto luogo di culto, per il 90% contrari a quella soluzione. Al risultato, premette l'Api, sono del tutto estranei pregiudizi legati alla religione,"stante la indiscussa e imprescindibile liberta' di culto".

 

Le obiezioni "si ricollegano esclusivamente all'opportunita' o meno di collocare un luogo di preghiera in una zona caratterizzata da altro tipo di vocazione e con caratteristiche che la rendono poco idonea anche dal punto divista logistico". La religione dunque non c'entra, ma l'associazione fa comunque un prudente accenno a "eventuali problemi di sicurezza per le persone legati alla crescente frequentazione dell'area per motivi aggregativi in senso lato".

 

La moschea, inoltre, sarebbe troppo grande rispetto alle esigenze della comunita' musulmana locale,

come ritiene la stessa amministrazione comunale. "La esortiamo a trovare un'altra soluzione- fa appello il presidente delle piccole e medie industrie Renzo Righini- che collochi il centro religioso in una zona maggiormente compatibile con le legittime esigenze di culto della popolazione locale musulmana".

Commenti (7)

  • Avatar anonimo di Caplaz
    Caplaz

    Si trovano tutte le scuse possibili ed immaginarie, per non concedere ai Musulmani ravennati di poter edificare la propria moschea; Ora ci si mette anche l'Associazione delle piccole e medie industrie locale, con una scusante che non regge affatto "la troppa vicinanza agli insediamenti industriali". Siete stati cari signori, nei Paesi arabi ? negli Emirati in particolare, dove tra le tante raffinerie e depositi di oro nero, ancor prima della sua trasformazione vi sono, questi luoghi di culto. Se la memoria non erra, fu proprio il compianto ing. Enrico Mattei a volere negli anni 50 una cappella religiosa all'interno del nostro petrolchimico e fu l'allora Vescovo, Mons. Baldassarri a venire a celebrare messe per i lavoratori credenti quasi mensilmente. Questa era la vera espressione di una libertà di culto, come del resto la nostra bella Carta Costituzionale afferma..e allora?

  • Avatar anonimo di renzo397
    renzo397

    d'accordo Pinhead il tuo ragionamento non fa una piega,ad eccezzione del fatto che la proprità di un terreno non significa poter costriure quello che si vuole.Non conosco la situazione ma se il terreno è in una zona industriale o artigianale ad esempio,penso che la costruzione di una moschea sia cosa diversa .A meno che il comune a suo tempo avesse concesso il cambio di destinazione d'uso.Senza voler essere frainteso ,una volte le chiese venivano edificate su monti o alture,non dovrebbe essere una cattiva soluzione per una moschea,risolvendo o facilitando il controllo delle forze dell'ordine.

  • Avatar anonimo di Pinhead
    Pinhead

    Il discorso è sempre il solito: un privato possiede un terreno e nè l'Api con un sondaggio, nè la cittadinanza con un referendum può imporsi sulla volontà del proprietario. L'unico modo morale di agire è convincere il proprietario a non costruire di sua volontà, e per fare ciò bisogna offrirgli qualcosa in cambio (comprare il terreno, regalargliene un altro). Qui si cercano solo improbabili agganci legali o politici per impedirlo gratis... Signori dell'Api, pagate (fate una colletta) se volete che non costruiscano lì, loro il terreno se lo sono pagato privatamente, e i diritti di proprietà si acquisiscono pagando, non frignando dal Sindaco.

  • Avatar anonimo di renzo397
    renzo397

    da quello che ricordo non mi risulta che l'immigrazione mussulmana sia stata cercata o invocata da qualcuno.Sembra piuttosto il risultato di tante sanatorie vista l'impotenza nella gestione dell'immigrazione.Prima di tutto vorrei ricordare la prima sanatoria del 1991 riguardo ai 20000 albanesi sbarcati a Bari.Tale sanatoria si fece in barba alla legge Martelli che come legge sull'immigrazione non era certamente tenera.Poi è stato un susseguirsi con i risultatti sotto gli occhi di tutti.A mio parere la debolezza dei governi che di fatto concedevano sanatorie sta nel fatto che regalavano ai comuni il problema di come gestire queste ondate.Il grande paradosso sta nel fatto che l'Italia non ha potuto previlegiare nessun flusso migratorio rispetto ad altri,come alcuni stati europei .Ora il problema delle moschee non penso sia di facile soluzione,primo di tutto esiste una diffidenza delle persone verso questi luoghi di culto che in un recente passato sono stati centri di reclutamento per il terrorismo.In secondo luogo gli scarsi mezzi che la polizia dispone per la prevenzione.In ultimo parlando di soldoni,vorrei vedere quale amministrazione si assume la responsabilità di concedere permessi per moschee.Parlando anche a sinistra ,sul piano teorico sono disponibili sulla libertà di religione e culto ma sul pratico la musica cambia.Certamente lo sgoazzamento della marocchiana da parte del padre,rea di frequentare un'italiano di fede cristiana non aiuta la cittadinanza a benvedere moschee o simili.Mi aspettavo manifestazioni contro il razzismo a favore dell'italiano accoltellato soprattutto una condanna della comunità marocchina ,ma a tutt'oggi niente.

  • Avatar anonimo di Andrea99
    Andrea99

    l' uomo qualunque ha pienamente ragione!!

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    OPS. U.Q. stavolta ha ragione. Aggiungiamo che il comine di Forlì ha regalato 180.000 euro di canone di urbanizzazione secondaria a cattolici, test. di geova ecc. Se qualcuno vuole costruirsi a sue spese una moschea, una sinagoga, o un tempio indù ben venga. Se poi all'interno di queste strutture ci sono terroristi o pedofili le forze dell'ordine faranno il loro lavoro. Quanto a dirmi cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, posso garantire a UQ che sarò in prima linea per impedire che questo avvenga, cosa che già faccio con la chiesa cattolica che molto cerca di imporre.

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    Se vogliamo considerare la "vocazione" delle varie aree cittadine per stabilire quali attività vi possono essere effettuate sarebbe necessario fare un bel lavoro di riassetto delle nostre città. Abitazioni civili nelle zone industriali, fabbriche e siti pericolosi o inquinanti costruiti in aree urbane o che dovrebbero essere "di rispetto" (scuole, ospedali, ecc.), inceneritori collocati nelle città, ecc. E vogliamo dire che le Bassette non sono idonee per la moschea? Ma se i musulmani vi fanno comodo come operai a basso stipendio dovrete anche concedere loro di poter pregare, o no? Li avete voluti, li avete sfruttati e adesso ve li godrete, massa di ipocriti!!! Poi, tra breve e giustamente, verrà un tempo in cui saranno loro a dirvi cosa potete o non potete fare, ma questa sarà un'altra storia.

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -