Ravenna, i sindacati denunciano: "Tagli alle pulizie negli ospedali"

Ravenna, i sindacati denunciano: "Tagli alle pulizie negli ospedali"

Ravenna, i sindacati denunciano: "Tagli alle pulizie negli ospedali"

RAVENNA - "Ennesima beffa per i lavoratori e le lavoratrici del settore pulizia in provincia di Ravenna. Dopo i tagli prospettati dal ministro Gelmini sugli appalti storici delle pulizie nelle scuole arrivano i tagli alle pulizie negli ospedali". L'allarme viene lanciato Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti. "L'Ausl di Ravenna ha comunicato a Copura (appaltatrice dei servizi di pulizia degli ospedali, degli ambulatori decentrati e del Cmp della provincia di Ravenna) che dal primo di luglio c'è la necessità di tagliare anche del 50% alcuni servizi".

 

"Questo si tradurrà, non solo in una riduzione dell'orario di lavoro per 18 dipendenti Copura e il mancato rinnovo di 7 contratti a termine, che operano su tutta la provincia, ma altresì in una riduzione di servizi essenziali quali, appunto, la pulizia di reparti ospedalieri, dove la pulizia e l'igiene devono stare al primo posto per tutelare la salute dei cittadini malati che si rivolgono a queste strutture pubbliche", spiegano i sindacati.

 

"Queste scelte parrebbero andare nella direzione di volere abbandonare la strada della sanità pubblica e universale per una sanità privata per pochi, assecondando così i desideri di una certa parte politica. Il prezzo è così pagato solo dai soggetti più deboli: i cittadini malati utenti dell'Ausl, le lavoratrici ed i lavoratori di un settore, quello degli appalti, già profondamente penalizzante. I lavoratori e le rappresentanze sindacali unitarie, unitamente alle sigle sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti condannano fermamente la decisione dell'Ausl di operare in questo senso e chiedono anche ai cittadini di fare sentire la propria voce anche nei confronti degli amministratori locali. Non è accettabile che alcuni servizi così essenziali debbano essere tagliati senza prima considerare adeguatamente le conseguenze che un gesto del genere comporterà sulla salute dei cittadini e sulla dignità dei lavoratori coinvolti".

 

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