Ravenna, il buco del Consorzio è nato nel 2009

Ravenna, il buco del Consorzio è nato nel 2009

Ravenna, il buco del Consorzio è nato nel 2009

"Rispetto alla rilevazione delle partite aperte con i principali fornitori, si riscontra che molte fatture da questi emesse per prestazioni in prevalenza dell'esercizio finanziario 2009, non sono state contabilizzate". Dunque i debiti fuori bilancio del Consorzio dei servizi sociali di Ravenna, che il liquidatore, Cesare Focaccia, ha quantificato in sei milioni di euro, sarebbero un fatto recente. Lo scrive il collegio dei revisori dei conti in un verbale del 2 aprile scorso.

 

In questo documento, in cui i revisori (Gianni Tarroni e Marco Castellani) avvertono che "il disavanzo reale appare di gran lunga superiore" rispetto a quello visibile nel bilancio 2009 a causa di "molte fatture non contabilizzate", si legge che il 'buco' e' di 4.534.390 euro. I fornitori tagliati fuori dal bilancio sono 24: tra questi c'e' l'Asp di Cesena (20.187 euro), l'associazione papa Giovanni XIII (39.068 euro), le cooperative il Cerchio (136.436 euro), In cammino (61.206 euro), la Pieve (108.080 euro), Don Dino (41.542 euro), In movimento (29.824 euro).

 

E poi ci sono i due grandi creditori: il consorzio Selenia, con 3.063.792 euro, e il Solco con 834.053 euro. Quest'ultima, nel 2009 aveva gia' fatturato oltre sei milioni di euro, stavolta pero' scritti nel bilancio del Consorzio. Dopo queste rilevazioni, i revisori concludono che "con la circolarizzazione dei fornitori al 31 dicembre 2009, emerge una situazione molto critica con correlato deficit finanziario di entita' tale da rendere inattendibili i documenti di bilancio sottoposti alla nostra attenzione durante il breve mandato (rendiconto 2008 e bilancio di previsione 2009)".

 

A monte di tutto, secondo i revisori, ci sono "irregolarita' piu' o meno gravi della gestione verificatesi nel corso degli anni". Spalmati nel tempo, infatti, ci sono i prestiti sull'onore, sui quali gli stessi revisori avevano dato l'allarme fin dal 2008. In sede di liquidazione si e' visto che ammontano a ben 3,5 milioni di euro. Il collegio dei revisori, infine, dichiarava di considerare il verbale dello scorso 2 aprile "come referto su gravi responsabilita'". (Dire)

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