Ravenna, il cibo scolastico ha il 'sapore' della legalità

Ravenna, il cibo scolastico ha il 'sapore' della legalità

RAVENNA - Dal 25 al 29 febbraio le mense scolastiche serviranno ai bambini e ai ragazzi delle scuole del territorio di Ravenna cibi provenienti dai terreni confiscati alla mafia.


Prodotti frutto del lavoro di giovani che, riunitisi in cooperative sociali, coltivano terra confiscata ai boss della mafia, grazie alla legge di iniziativa popolare 109/96 nata da una grande mobilitazione promossa dall’associazione fondata da don Luigi Ciotti “Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.


Queste terre, restituite alla collettività, sono tornate produttive e divenute volano di un circuito economico sano e virtuoso, anche grazie alla partecipazione degli agricoltori biologici del territorio che condividono lo stesso progetto di riscatto.


Frutta e verdura sono coltivate nel rispetto delle tipicità e delle tradizioni del territorio, applicando i principi dell’agricoltura biologica, per portare sulla tavola dei nostri ragazzi, in questo caso, un prodotto genuino, buono e “giusto”, perché è anche in questo modo che è possibile sconfiggere la mafia.


L’iniziativa è prevista dal capitolato speciale di appalto del servizio di ristorazione scolastica e che si ripeterà per tutta la durata dell’appalto (giugno 2016). L’Istituzione Istruzione e Infanzia ha aggiudicato la gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e, fra gli elementi di qualità, era previsto un punteggio maggiore alle ditte che avessero garantito l’utilizzo di questi prodotti.



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