Ravenna, il comandante della Municipale: ''Il nostro impegno sarà massimo''

Ravenna, il comandante della Municipale: ''Il nostro impegno sarà massimo''

Il comandante della Polizia Municipale Stefano Rossi con il sindaco Fabrizio Matteucci

RAVENNA - "Nuove strategie di polizia per una ‘società aperta'". E' il titolo del volume, presentato venerdì in municipio, che racchiude gli atti di un incontro di studi omonimo svoltosi il 26 marzo dell'anno scorso nella sede di Ravenna della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna e promosso dall'Università di Bologna, dalla facoltà di Giurisprudenza, sede di Ravenna, dal Comune e dalla Fondazione Flaminia. L'elaborato è stato presentato dal vicesindaco Giannantonio Mingozzi.

 

L'idea dell'incontro era nata dalla pubblicazione di uno studio, "La politica di polizia", a cura di Davide Bertaccini, docente dell'Università di Bologna, che ripercorre l'evoluzione del controllo sociale attraverso la forza pubblica, dalla versione originaria nello stato moderno sino al volto maturo nella società contemporanea.

 

Presentando il volume, a cura di Désirée Fondaroli ed edito da Cedam, il vicesindaco Mingozzi ha sottolineato come la sua lettura potrà offrire utili spunti di riflessione in particolar modo al mondo delle forze dell'ordine e della scuola - il testo sarà distribuito durante le giornate di orientamento alla scelta delle facoltà universitarie ravennati - e agli amministratori locali. Désirée Fondaroli, associato di diritto penale all'Università di Bologna, ha inoltre annunciato che per l'autunno verrà proposta un'altra giornata di studi, dedicata alla circolazione stradale.

 

Oltre a Mingozzi, alla Fondaroli e a Bertaccini, alla presentazione sono intervenuti alcuni dei relatori dell'incontro di studi del marzo 2010, le cui relazioni sono appunto contenute nel volume: il sostituto procuratore Gianluca Chiapponi, l'assessore alla Sicurezza Gianluca Dradi, il comandante della Polizia municipale Stefano Rossi. Chiapponi ha sottolineato l'attualità delle questioni trattate, ricordando come l'incipit della sua relazione riguardasse proprio uno dei temi al centro della riforma della giustizia, cioè rendere autonoma la polizia giudiziaria dal pubblico ministero,di cui ha cercato di indicare effetti positivi e negativi.

 

Sia l'assessore Dradi che il comandante Rossi hanno invece fatto una riflessione sul ruolo della polizia municipale in relazione ai cambiamenti che stanno avvenendo all'interno della società: entrambi hanno rilevato che la domanda di sicurezza e di intervento polizia le sta crescendo e che la risposta della polizia municipale deve ovviamente esserci; ma, ha precisato Dradi attingendo a una metafora, "se è vero che la ‘medicina della polizia' serve è altrettanto vero che un organismo sano non ne deve abusare e che sarebbe opportuno che la cittadinanza recuperasse una dimensione di autoregolamentazione e un patrimonio di ‘anticorpi' che può essere irrobustito con azioni di educazione alla legalità e alla tolleranza, potenziamento e sostegno alle associazioni di volontariato, sviluppo dei servizi di mediazione già esistenti".

 

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Sulla stessa linea Rossi: "Il nostro impegno continuerà a essere massimo, ma all'imposizione di nuove regole e al nostro lavoro per farle rispettare si deve accompagnare un alto senso di responsabilità della società civile all'interno della quale viviamo".

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