Ravenna, il Comune istituirà il Garante per i detenuti

Ravenna, il Comune istituirà il Garante per i detenuti

Ravenna, il Comune istituirà il Garante per i detenuti

RAVENNA - Nella seduta di giovedì pomeriggio il consiglio comunale ha approvato il regolamento per l'esercizio delle funzioni di Garante per i diritti delle persone private della libertà personale. Il regolamento è stato illustrato da Giovanna Piaia, assessore alle Pari opportunità, che ha ricordato come la figura del Garante sia stata istituita "coerentemente con la volontà di questa amministrazione comunale di considerare gli interessi di tutti i cittadini".

 

"I detenuti non devono essere cittadini ‘invisibili' ma vivere il momento della detenzione in una situazione di rispetto della condizione umana e con reali opportunità di percorsi di rieducazione", ha affermato l'assessore Piaia. Il sindaco Fabrizio Matteucci ha detto che si tratta di un piccolo intervento, non risolutivo di tutti i problemi, ma che potrà essere utile, soprattutto nell'incremento e nel miglioramento dei rapporti tra il carcere e il mondo esterno.

 

Eugenio Costa (FI - Pdl) ha detto che è una triste coincidenza, che deve far riflettere, affrontare questa delibera a pochi giorni dal suicidio in carcere di un detenuto. Ha inoltre detto che se la persona nominata come Garante corrisponderà ai requisiti indicati la posizione del suo gruppo sarà favorevole e ha aggiunto che il Garante dovrebbe operare anche nei confronti delle persone agli arresti domiciliari.

 

"Il gravissimo episodio accaduto nel nostro carcere con il suicidio di un detenuto rimette in primo piano il dramma e la grave problematica del sovraffollamento dei nostri istituti di pena - ha dichiarato Gianluca Palazzetti -.  Se da un lato è sacrosanto l'aspetto punitivo che la detenzione carceraria deve avere affinché chi ha infranto le regole del convivere sociale comprenda il proprio sbaglio e risarcisca la vittima che troppo spesso viene dimenticata, dall'altro uno Stato di diritto, uno Stato civile non può dimenticare l'aspetto non secondario, ma paritetico della funzione rieducativa della pena affinché il reo, là dove sia possibile, possa essere socialmente riabilitato. E' evidente che la grande maggioranza delle strutture penitenziarie italiane siano vetuste e necessitino di interventi di riqualificazione così come è evidente che il sovraffollamento delle stesse debba essere affrontato strategicamente dal punto di vista governativo con il varo di un piano carceri che preveda anche la realizzazione di nuove strutture. A questo proposito non posso che auspicare che la figura del Garante del Detenuto possa essere uno strumento utile per alleviare molte situazioni di disagio, ma non ci si può neppure nascondere dietro un dito pensando che sia uno strumento risolutore di un problema fisiologico e strutturale, da decenni, del nostro sistema carcerario. Auspico altresì che i contatti istituzionali avuti nei mesi passati dal Sindaco con il Governo possano concretizzarsi in termini fruttuosi nell'interesse della Città".

  

Paolo Gambi (Pri) ha ricordato di aver già detto di non ritenere che l'istituzione di questa figura possa modificare la realtà e che il tema del carcere deve essere un tema complessivo della politica dell'amministrazione comunale.

 

"L'approvazione del regolamento che istituisce il garante per i diritti delle persone private della libertà personale è una scelta doverosa che Lista per Ravenna ha sostenuto già quando, recentemente, è stata inserita, necessariamente, nello statuto del Comune di Ravenna - ha dichiarato Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) -. Siamo passati sopra a perplessità sui modi con cui si intende procedere per istituire questo servizio, guardando soprattutto alla sua finalità: che è quella secondo cui la comunità ravennate concepisce ed opera perché il carcere, luogo di espiazione e dunque di pena e sofferenza, sia possibilmente occasione di recupero, se non di redenzione, ma non un luogo di abbruttimento e di morte, civile e purtroppo anche fisica".

 

Andrea Maestri (Ulivo Pd) ha espresso con convinzione il sostegno del suo gruppo dicendo che il Garante contribuirà al miglioramento della vita della popolazione carceraria, che è comunque popolazione di questo comune. Ha aggiunto che la questione della condizione delle carceri deve essere affrontata con serietà dal ministro della Giustizia.

 

Pietro Martini (FI - Pdl) ha detto che occorre fare qualcosa di più per recuperare i carcerati e metterli in condizione di poter lavorare e di poter essere utili, anche al mantenimento di se stessi.

 

 "Ogni iniziativa tesa a tutelare sino in fondo il rispetto dei diritti fondamentali  e le condizioni  di vita della persona merita la massima considerazione ed approvazione - ha esordito nel suo intervento Gianfranco Spadoni (Gianfranco Spadoni per Ravenna) -. In un Paese civile come il nostro, la tutela dei diritti nelle varie fasi che possono presentarsi nel corso della vita, compresa quella della reclusione, rappresenta un fatto civico ed etico imprescindibile. E l'istituzione del  Garante proprio nella fase di rieducazione si pone appunto su questo piano, sostanzialmente con un ruolo di  garanzia e di tutela, in un contesto, oltretutto, in cui spesso manca un raccordo fra detenuto - società e istituzioni. L'amministrazione comunale propone quest' organo monocratico di vigilanza, di sostegno e di promozione dei diritti, figura che dovrà, peraltro, essere dotata di poteri effettivi. Con l'occasione ritengo sia importante ricordare anche il ruolo prezioso ed insostituibile del volontariato, vero e proprio elemento strutturale del mondo carcerario capace di agire con i vari soggetti interessati". 

 

 "E' inconfutabile che la situazione delle carceri, in Italia e a Ravenna, è critica ed allarmante - ha dichiarato Riccardo Pasini (Pd) -. Il sovraffollamento e le fatiscenti strutture determinano difficoltà di controllo da parte delle guardie sottoposte a turni di servizi prolungati, scarsità d'igiene e di decoro (come abbiamo potuto constatare visitando la casa circondariale di Ravenna) e situazioni di disagio e di disumanizzazione della pena detentiva. L'istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale è una conquista ed un passo necessario per fornire e promuovere l'esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile, alla formazione, all'assistenza ed alla tutela di tutte le persone private della libertà personale. Come è stato dichiarato in Commissione consiliare il significato più qualificante di questa figura è: promuovere iniziative di sensibilizzazione pubblica; responsabilizzare un ruolo di garanzia e di imparzialità che ora non esiste. Pertanto il Gruppo consiliare L'Ulivo-PD esprime il voto favorevole". Maurizio Bucci (FI - Pdl) ha dichiarato che non avrebbe partecipato al voto.

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