Ravenna, il Consiglio approva: cittadinanza onoraria a Roberto Saviano

Ravenna, il Consiglio approva: cittadinanza onoraria a Roberto Saviano

Ravenna, il Consiglio approva: cittadinanza onoraria a Roberto Saviano

RAVENNA - Il consiglio comunale nella seduta di ieri, lunedì 21 dicembre 2009, ha approvato la delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. La delibera è stata illustrata dal sindaco Fabrizio Matteucci. "Chiedo al Consiglio comunale di votare all'unanimità la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. Considero questo voto del Consiglio comunale una scelta forte per la nostra città. Per dire, uniti, che Ravenna sta con la legalità e contro l'indifferenza".

 

"Parte del territorio nazionale - dice Matteucci - in particolare quattro regioni, è presidiato dalle mafie.  In tutta Italia ci sono settori dell'economia intrecciati con la criminalità.  Roberto Saviano è un simbolo importante della lotta alla criminalità.  Con la cittadinanza onoraria a Saviano,  Ravenna non rimane indifferente. Si schiera in difesa  della legalità e dalla parte di quei cittadini, poliziotti, magistrati che si sono impegnati nella lotta alla criminalità organizzata". 

 

Con Roberto Saviano rafforziamo quel legame nato dalla grande esperienza di Arrevuoto. Esperienza avviata da Ravenna Teatro che ha dato vita al  bellissimo spettacolo con i ragazzi di Scampia che nel 2007 abbiamo visto al  Ravenna Festival,  dopo la ‘prima' alla presenza  del Presidente Napolitano.  Ci impegneremo  perché nel 2010 Saviano venga nella nostra città.  Saviano, come tutti sanno, vive sotto scorta e ha seri problemi di incolumità. Stiamo lavorando per averlo nella nostra città il 29 aprile in occasione della rassegna  di Ravenna Teatro che vedrà  sul palcoscenico del Rasi i ragazzi di Scampia con un nuovo spettacolo.  Questo legame è importante. Tutti possiamo convergere, in modo unanime, sui valori della legalità".

 

Ha aperto il dibattito il consigliere Alvaro Ancisi (LpRa): "Si tratta di una proposta sulla quale non si può non essere d'accordo in quanto motivata come gesto simbolico di lotta alla mafia. Sta di fatto che Saviano non ha mai messo piede a Ravenna, città con cui ha avuto, al massimo, un rapporto indiretto in una sola occasione, mentre la cittadinanza onoraria ha un senso vero se attribuita a persone di grande prestigio che si sono largamente identificate con la nostra città. Con questo metodo, potremmo raddoppiare la popolazione di Ravenna dandone la cittadinanza ad una miriade di personalità, in Italia e nel mondo, che hanno acquisito meriti speciali nei vari campi dell'impegno civile, sociale, culturale, ecc. Raccomando al sindaco di valutare le proprie proposte non solo sulla base di suggestioni, per quanto nobili e incontestabili".

 

Ivano Artioli (Ulivo Pd): "La proposta del sindaco di conferire la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano ci trova entusiasti. Saviano ha fatto un salto di qualità improvviso nella storia del giornalismo con la pubblicazione di "Gomorra", libro nel quale mette nomi e cognomi degli esponenti della criminalità organizzata della Campania, mettendo fine alla loro credibilità sociale. Saviano ha un pregio che nessuno scrittore ha che è quello di dare la vita e la libertà per la legalità. Sostenere che non sia opportuno il lavoro svolto dalla scrittore e giornalista è di per sé uno sgarbo alla legalità. Saviano non lo fa per Napoli ma per tutte le città. È un cittadino del mondo. Ravenna è sensibile a queste tematiche concendendo la cittadinanza onoraria, ma non possiamo fermarci qui. La cittadinanza a Saviano significa la partecipazione a una battaglia culturale e sociale affinché la legalità diventi argomento politico. Chi conosce i ragazzi di Ravenna Teatro che sono andati a Scampia a fare teatro sa che quell'esperienza significa dare un linguaggio nuovo, un linguaggio di legalità. Speriamo che Saviano abbia l'opportunità di venire da noi a ritirare la sua cittadinanza onoraria, affinché noi ravennati possiamo esprimergli un segno tangibile di fratellanza e di partecipazione alla sua lotta per la legalità che è e deve essere anche la nostra".

 

Sergio Covato (An Pdl): "Voteremo la delibera senza tentennamenti. Nessuno può mettere in dubbio l'impegno civile che Saviano porta avanti al prezzo di sacrificare la propria libertà per difendere le proprie idee. Parlare di legalità, di rispetto delle istituzioni, del primato delle istituzioni non è un gesto vano. Esprimo comunque una considerazione in relazione al conferimento della cittadinanza onoraria. Questo atto dovrebbe presupporre un legame forte e continuo con il territorio. In questo caso non è facilmente identificabile, ma questo non sminuisce l'atto che andiamo a votare questa sera".   

 

Valentina Morigi (Mps): "Roberto Saviano non ha mai messo piede in questa città. La cittadinanza non ha il senso di premiare un lungo legame con Ravenna. Ma relegare il fenomeno mafioso solo ad alcune regioni del sud Italia è sbagliato. Pensare che questo fenomeno non superi la linea gotica è sbagliato. La battiglia di Saviano riguarda tutti. È una battaglia culturale. Molte indagini di diverse procure accertano infiltrazioni mafiose nei nostri territori. Gli appalti sono diventati una partita che giocano anche le organizzazioni criminali. Lo Stato deve condurre una battaglia sul fornte legale e culturale. Il consiglio comunale un anno e mezzo fa ha intitolato una strada a Peppino Impastato, nel trentennale della sua morte. Impastato non è mai stato a Ravenna. Scegliere di dedicare una strada a un ragazzo impegnato contro il potere mafioso ha un significato simbolico. Siamo favorevoli al riconoscimento della cittadinanza per il valore simbolico e universale del lavoro di Saviano. Speriamo di riuscire ad incontrarlo a Ravenna in un grande evento che coinvolga anche le scuole".

 

Eugenio Costa (Fi Pdl): "Condividiamo la scelta di conferire la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, un simbolo della lotta alla mafia. Fenomeno che non alberga solo al sud ma è presente anche qui. Saviano è apprezzato per aver compiuto una scelta professionale e di vita che lo ha condannato a morte. Il monito di Saviano contro il sistema mafioso è riferibile a tutte le regioni italiane. E' giusto che Saviano come ogni cittadino insignito della cittadinanza venga a Ravenna per il conferimento. L'unica critica che mi sento di fare è di natura politica. I risultati ottenuti dal governo Berlusconi nella lotta alla mafia sono inconfutabili, in quanto mai nessun governo, prima di questo, è riuscito a far catturare tanti latitanti eccellenti e sequestrare beni per un valore impressionante, per cui avrei preferito da Saviano un po' più di prudenza ed obiettività. Questo non ci impedirà di votare a favore della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano".

 

 

Andrea Tarroni (Ulivo Pd): "L'impegno di Saviano contro le organizzazioni mafiose deve essere al centro del dibattito nella nostra città. Il pericolo di infiltrazioni mafiose è tangibile e occorre tenere alta l'attenzione su questo fenomeno. Dobbiamo farlo ora che la crisi economica incide pesantemente sulla vita dei cittadini e delle imprese. Le organizzazioni mafiose hanno ingente liquidità, misure come lo scudo fiscale e la vendita dei beni confiscati ai mafiosi non aiutano. Dobbiamo ascoltare Saviano su questi temi. È un personaggio che incrocia doti umane a un talento stratosferico, ha una potenza narrativa che lo colloca fra i primissimi scrittori mondiali".

 Paolo Gambi (Pri) ha dichiarato che di riconoscersi appieno nelle motivazioni espresse dal sindaco nella delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano e di votare quindi a favore.

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